La Lega accusa il colpo del Super Green Pass e annulla l’assemblea. Salvini: «Tenere botta fino a febbraio»

venerdì 26 Novembre 9:14 - di Natalia Delfino
lega assemblea

La Lega ha annullato l’assemblea programmatica prevista a Roma l’11 e il 12 dicembre. Il partito ha motivato la decisione con la volontà di «garantire a tutte le persone invitate la possibilità di partecipare». Si tratta, ha precisato via Bellerio in un comunicato piuttosto stringato, di «una scelta di rispetto, in particolare per militanti e amministratori locali, alla luce delle decisioni del governo». C’è certamente il tema degli assembramenti da evitare, ma ci sono anche due ragioni più strettamente politiche e intrecciate tra loro: la possibilità che molti dei partecipanti non fossero provvisti di Super Green Pass; il rischio che l’assemblea si trasformasse in un redde rationem in un momento in cui il Carroccio ha difficoltà ha tenere serrati i ranghi.

La Lega annulla l’assembla: «Tenere botta fino a febbraio»

Si punta a superare l’appuntamento cruciale col Quirinale. «Teniamo botta fino a febbraio», avrebbe detto Salvini, secondo quanto riportato da un retroscena del Messaggero, che si sofferma in particolare sulle difficoltà del Carroccio rispetto al tema No Vax e No Green pass. C’è un problema interno, con almeno una decina di deputati che non sarebbe disposta a votare il nuovo decreto del governo. C’è, però e forse soprattutto, un problema esterno, di rapporto con l’elettorato. «La verità è che occorreva fin da subito seguire la corrente, ora siamo nell’angolo», ha detto al Messaggero un deputato rimasto anonimo.

Il timore di apparire come il partito dei No vax

Salvini si sente all’angolo. Non proprio lo stato d’animo migliore per affrontare l’assemblea della Lega. «Tanto è sempre colpa mia», avrebbe detto a un gruppo di fedelissimi, rimanendo invece stranamente silente in pubblico. «Se Salvini dice sì alle misure anti Covid è stato convinto dai governatori. Se dice no, allora strizza l’occhio ai duri e puri», è stato poi il commento di un “big”. Il problema principale, ora, è non finire etichettati come partito dei no vax, evitando di farsi travolgere dalla quarta ondata. «Se continua l’onda del virus – ragionano ancora negli ambienti leghisti – si perderanno le elezioni politiche».

La prospettiva del Quirinale

Per questo si guarda all’elezione del presidente della Repubblica come momento di svolta anche nelle strategie, con una opzione A che guarda a Mario Draghi e un piano B che pensa a Silvio Berlusconi. In ogni caso, «non potremmo appoggiare un altro esecutivo, neanche se fotocopia, con un altro premier». Dunque, alla Lega non resta che sperare che si torni a elezioni e, ovviamente, che rientri l’allarme pandemia.

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