Meloni celebra la Giovane Italia: «Non rinuncio alla fiaccola». E attacca Macron: «Non siamo una colonia»

giovedì 25 Novembre 20:19 - di Eugenio Battisti

“Appartengo, forse, all’ultima generazione cresciuta in un’organizzazione giovanile di partito”. Così Giorgia Meloni, ospite d’onore alla presentazione del libro di Adalberto Baldoni “I ragazzi del ciclostile – La Giovane Italia, un movimento contro il sistema”. Del quale la leader di Fratelli d’Italia ha curato la prefazione. Un volume storico, edito da Eclettica edizioni di Alessandro Amorese che ne è anche il coautore, frutto di anni di ricerche. Che fotografa senza retorica la storia e il pathos della più importante organizzazione giovanile e studentesca del secondo dopoguerra.

Meloni: il libro sulla Giovane Italia è il primo anello di una lunga catena

Il primo anello – ha sottolineato la Meloni di fronte al pubblico riunito nella sala convegni della Fondazione Alleanza nazionale – di una lunga catena che arriva fino a Gioventù nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. La militanza, la continuità ideale con quei ragazzi anti-sistema degli anni’70 fa la differenza. Il ciclostile ‘fa la differenza’. “Sentivo nei volantini che distribuivo, nelle canzoni che cantavo, la possibilità di legarmi ad altre generazioni. Io, piccolo anello di una catena lunga. Resistente e tormentata. Ebbene, i primi anelli di quella catena sono raccontati in questo libro”, continua l’ex ministro della Gioventù . Che guarda ai ragazzi del ciclostile come a una fonte a cui abbeverarsi.

“Non chiedere alla politica quello che può darti”

Particolarmente apprezzato e applauditissimo il passaggio nel quale la Meloni parla della militanza come primo requisito nella scelta e nella selezione della classe dirigente. “Bisogna valorizzare chi ha dato e non chi ha avuto e viene catapultato dall’alto. Non bisogna chiedersi che cosa può darti la politica – ha aggiunto – ma che cosa tu puoi dare alla politica”. Questo ha sempre fatto la differenza – insiste – e sono convinta  che chi si comporta così darà i risultati migliori in politica”.

La fiaccola è ancora con noi. Ma non c’è nostalgismo

Un lascito  che viene dai ragazzi del ciclostile. “Che per varie generazioni hanno portato questo testimone.. Che è ancora il nostro testimone, mi riferisco a quella fiaccola. Che  ancora c’è. Anche nel simbolo del movimento giovanile e di Fratelli d’Italia” , ha detto sottolineando che non si tratta di nostalgismo. “Per  noi il senso di una testimonianza che non vuol dire guardare indietro. Vuol dire sempre andare avanti senza dimenticarti chi sei”.

Prima di affrontare i temi caldi della giornata politica la Meloni ha lanciato anche la prossima iniziativa di FdI.  Atreju versione natalizia. La storica kermesse della destra che apre a settembre la stagione politica, quest’anno rinviata per le elezioni amministrative. “Ringrazio Adalberto e Alessandro, un editore coraggioso, responsabile editoriale di Fratelli d’Italia. Spero di poter presentare il libro nel corso di Atreju che si svolgerà a Roma nei prossimi giorni”. Una speranza che è una realtà.

“Macron a Roma? Stanchi dei suoi metodi. Non siamo una colonia”

Molto dura nei confronti della Francia per il  trattato semiclandestino con l’Italia. Che Fratelli d’Italia ha denunciato  con forza nel silenzio della stampa, a esclusione de La Verità. Il punto – spiega – non è la visita di Macron a Roma. Ma quello che il presidente francese è venuto a fare in Italia. “Cioè a firmare un Trattato bilaterale. Del quale, comunico ufficialmente, il Parlamento italiano non sa niente. Apprendiamo – aggiunge – che questo accordo sarebbe stato lavorato da esponenti del Pd. Cioè dallo stesso partito che negli anni si è adoperato ampiamente per consegnare pezzi di Italia agli interessi francesi”. E ancora. ” Apprendo che un ministro francese ci dice che il modello di questo accordo è Stellantis. Nello stesso giorno in cui le nostre aziende dell’automotive denunciano di essere stati raggiunti da una comunicazione. Secondo la quale dal prossimo anno le nostre aziende italiane non forniranno più Stellantis. Siamo stufi di questi metodi. E poi di un’Italia che si considera colonia della Francia, perché noi non siamo una colonia“.

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