Il pellegrinaggio a Medjugorje finisce in ospedale: 30 contagiati dal Covid. 6 No vax gravi in rianimazione

martedì 9 Novembre 17:46 - di Lara Rastellino
pellegrinaggio Medjugorje

Il pellegrinaggio a Medjugorje finisce in ospedale. Il viaggio di un nutrito gruppo di fedeli verso la meta della guarigione del cuore e dello spirito si è concluso con il contagio di alcuni di loro. Per l’esattezza, come riferisce il Corriere della sera sul caso, il viaggio dei turisti sardi, partito da Arzachena, si è concluso con «più di 30 infettati e 6 — tutti non vaccinati e no vax accaniti, tranne il caso di una donna vaccinata con due dosi — ricoverati nel reparto malattie infettive dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari. Sono quasi tutti anziani, hanno più di 60 anni. Alcuni respirano con difficoltà con il casco Cpap. E rischiano il ricovero in terapia intensiva».

Il pellegrinaggio a Medjugorje finisce in ospedale

Dunque, il termine del viaggio della fede registra i primi contagiati. Il pellegrinaggio a Medjugorje, partito da Arzachena e organizzato da un’agenzia turistica specializzata in tour nei luoghi sacri in Europa, come da copione prevedeva un pacchetto completo: 5 giorni all’insegna di trasferimenti. Pernottamenti. Escursioni di gruppo e pranzi. E dunque, trasporti in autobus in spazi ristretti e soste e processioni a contatto ravvicinato, rispetto ai quali – a quanto risulta dal quotidiano di via Solferino – potrebbero non essere state previste particolari precauzioni (se non quelle dettate dal buon senso e dall’attenzione individuale rispetto al rischio pandemico).

In un gruppo di 180 pellegrini, in 30 si contagiano. 6 no vax sono in rianimazione

Eppure, è risaputo che la Bosnia sia uno dei Paesi segnalati per una terza ondata della pandemia particolarmente acuta e diffusa. Fatto sta, al di là delle recriminazioni possibili, il viaggio partito da Arzachena con tutte le migliori intenzioni, si è concluso qualche giorno dopo il rientro in Sardegna all’ospedale di Sassari. Rincasati il 28 ottobre dal pellegrinaggio, i turisti già il 2 novembre hanno cominciato a precipitarsi al pronto soccorso. Tredici di loro, ricoverati d’urgenza dopo aver riscontrato la positività al Covid. E sei trasferiti nel reparto di malattia infettive dell’AOU di Sassari, tornato nuovamente sotto pressione. Negli ultimi giorni, infatti, riporta il Corriere della sera, «i ricoverati sono più che raddoppiati. Le condizioni dei degenti per il cluster sopravvenuto dopo il pellegrinaggio non sono ritenute al momento gravi. Ma comunque serie e “non stabili”».

E ora è caccia ai possibili contatti: le operazioni di tracciamento riguarderebbero oltre 1000 persone

Un focolaio, quello esploso in seno ai 180 pellegrini, che ora mette in allerta la Sardegna. Che rischia il propagarsi dei contagi, visto che i pellegrini rientrati da Medjugorje provengono da una decina di centri della Gallura, ma anche da altri comuni del Nord Sardegna, oltre che da Sassari. Per questo, allora, è scattata la caccia per rintracciare le persone che potrebbero aver avuto qualunque tipo di contatto con il gruppo dei 180 fedeli. Un’operazione di tracciamento e individuazione dei possibili contatti che non si preannuncia facile e veloce, visto che – anche considerato il ponte di festa – sembra possa investire oltre mille persone… A quanto risulta, comunque, al momento l’unità di crisi anti Covid ha predisposto misure di contrasto per circoscrivere i focolai a Tempio, Arzachena, Bassacutena, Olbia e Luogosanto. Ossia nei centri della Gallura dove risiede gran parte dei pellegrini del gruppo colpito dai contagi.

 

 

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