Più controlli, solo sit-in e fuori dai centri storici: ecco la stretta del Viminale sulle manifestazioni

martedì 9 Novembre 16:22 - di Prisca Righetti
Viminale manifestazioni

Dopo settimane di cortei che hanno bloccato il centro cittadino. Di rialzo dei contagi. E di commercianti furiosi per il danno delle chiusure conseguenti ai disordini scatenati dalla solita frangia di facinorosi, il Viminale interviene. E opta per il giro di vite: «Sono concessi solo sit-in. E fuori dai centri storici». È il Sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia ad illustrare nei dettagli motivazioni e paradigmi della stretta appena varata con la disposizione di nuove norme e divieti. «Le manifestazioni cosiddette “No pass” – spiega il vice della Lamrogese – stanno paralizzando ogni sabato, da settimane, il centro storico di tante città. Creando disagi a cittadini e commercianti. Oltre a generare assembramenti tra non vaccinati. Per ovviare a questi disagi il ministero dell’Interno ha varato una “stretta” e stabilito regole nuove: sono concessi solo sit-in e fuori dai centri storici».

Le nuove direttive del Viminale sulle manifestazioni

Non solo. «Vista la risalita dei contagi, saranno anche intensificati i controlli sul Green Pass – aggiunge Sibilia –. Inoltre, vanno mantenute le misure di prevenzione in atto. E le persone devono essere incentivate a vaccinarsi. Non possiamo correre il rischio di dover fronteggiare nuove emergenze, come altri Paesi Ue stanno sperimentando. Ne va della salute pubblica e dell’economia del Paese». Insomma, come spiegano espressamente dal Viminale, l’obiettivo è anche quello di  «garantire i diritti di chi dissente, proteggendo però le attività economiche e la salute dei cittadini». Provvedimenti che una parte del Parlamento ha accolto favorevolmente e che i sindaci hanno applaudito entusiasticamente.

La soddisfazione del sindaco di Trieste

In testa a tutti il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che alla notizia delel direttive stringenti varate dal Viminale dal Corriere ha commentato: «Se è davvero così, stappo lo champagne». E in particolare, sull’idea di consentire solo le manifestazioni statiche in un luogo definito ha poi aggiunto: «Magari, li metteremo tutti a Porto Vecchio: lontano da alberghi. Ristoranti e negozi, che in questo periodo stanno subendo danni enormi».

Oltre alle regole del Viminale, Trieste pensa a nuove misure locali

A livello locale, inoltre, anticipa che in Comune «stiamo pensando a nuove misure. Dobbiamo anche tener conto che una parte della città si sta ribellando: ci sono 60mila firme favorevoli al Green pass». Del resto, aggiunge e conclude: «Con la pandemia in città va “malissimo”. Io non voglio più zone gialle. Arancioni. Rosse e chiusure. Non è possibile che un’intera città venga rovinata…».

Anche il governatore Fontana plaude al giro di vite del Viminale sulle manifestazioni

Di più. Un plauso alle nuove direttive del Viminale arriva anche dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Che riassume soddisfazione sul giro di vite in due ordini di ragione: «La prima di carattere sanitario, perché aumentano i contagi come è successo a Trieste. Manifestazioni senza mascherina sono ad altissimo rischio». La seconda, invece, riguarda motivazioni socio-economiche. Tanto che Fontana aggiunge: «Il parere dei manifestanti non deve incidere sull’attività dei commercianti. Una manifestazione va bene, ma bloccare il giorno in cui si lavora di più non è corretto».

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