E ti pareva… Gualtieri premia le femministe. Per altri 12 anni staranno gratis alla Casa delle donne

sabato 13 Novembre 20:13 - di Chiara Volpi
Gualtieri casa delle donne

La casa delle donne la spunta: il sindaco Gualtieri gli rinnova la concessione. Un dono tempestivamente elargito tra i primi atti del suo insediamento. Regala per i prossimi 12 anni la casa delle donne in comodato d’uso gratuito alle femministe. Una diatriba in corso da molto, quella legata al presidio delle attiviste sotto sfratto e ai suoi finanziamenti, che oggi si conclude con la concessione ultradecennale del sindaco neoeletto. Che, in cambio, ha ricevuto la tessera del centro. Una sorta di “fidelity card” al socio di ultima nomina, esponente del Pd che sigla il successo dell’operazione. Un finale di partita che, tra pacche sulle spalle e festeggiamenti di rito, la presidente della casa internazionale delle donne Maura Cossutta ha commentato dichiarando: «Consegniamo la nostra tessera al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che stasera ha partecipato alla Festa della Casa a via della Lungara, per festeggiare la vittoria del comodato d’uso gratuito per i prossimi 12 anni. E con l’augurio che sia sindaco di una città femminista».

Gualtieri regala la casa delle donne alle femministe per altri 12 anni

Da anni ormai, la Casa delle donne era al centro di un controverso caso finito alla ribalta già pochi mesi dopo l’insediamento in Campidoglio della Raggi e della giunta grillina. Il governo cittadino targato M5s aveva aperto un duro contenzioso con le attiviste che gestiscono lo storico complesso del Buon Pastore a Trastevere, contestando presunti debiti pregressi e richieste di aumenti del canone di locazione della struttura: un’oasi nel cuore della città eterna. Con tanto di ingiunzione di sfratto. E trattative sul canone di locazione che già erano state avviate in realtà sotto l’amministrazione Marino.

Casa delle donne, tra presunti debiti e sfratto: una lunga storia di aiuti beffa e “marchette elettorali” del Pd

Non solo. Nel febbraio del 2020 il governo dell’epoca tentò addirittura il colpo di mano. Sventato grazie alla denuncia e all’intervento di Fratelli d’Italia, per cui la Commissione competente bocciò l’emendamento al Milleproroghe che stanziava 900mila euro alla casa delle donne. In quella fase, la stessa Giorgia Meloni su fatti e misfatti, dichiarò: «L’ultima oscenità del Pd si è bloccata». E ancora: «Volevano prendere quasi un milione di euro da un fondo del Mef guidato da Gualtieri – (allora ministro dell’economia dell’esecutivo Conte 2, ndr) – per darli alla Casa delle Donne. Un’associazione di sinistra che si trova nello stesso collegio nel quale il ministro Pd Gualtieri è candidato. Non si possono usare le Istituzioni e il potere per marchette e comprare consenso. Non abbasseremo la guardia».

Aiuti alla casa delle donne: dal tentativo del Milleproroghe, al blitz del dl Agosto, fino alla regalia di oggi di Gualtieri

Ma non è ancora tutto. Dopo averci provato col Milleproroghe, in piena campagna elettorale per le suppletive, e senza riuscirci. Alla vigilia della campagna elettorale per le comunali, casa delle donne, Pd e M5S sono tornati alla carica con il dl Agosto proponendo l’ennesima “marchetta elettorale”. Un caso che, ancora una volta, il deputato romano di FdI, Federico Mollicone denunciò, dichiarando: «Come nel Milleproroghe, la maggioranza tenta di inserire le proprie necessità elettorali nei provvedimenti. L’approvazione nel dl Agosto dell’emendamento che prevede lo stanziamento di 900mila euro per ripianare i debiti della Casa Internazionale delle Donne nei confronti di Roma Capitale è inaccettabile. A pochi mesi dalle amministrative capitoline – concluse l’esponente di Fdi in quell’occasione – il Pd, Italia Viva e il Movimento 5 Stelle cercano di ricomprarsi il consenso perso con una marchetta nei confronti di un’associazione che, da sempre, è stata vicina alla sinistra romana».

Passando per l’endorsement delle femministe a Gualtieri in campagna elettorale…

Ma, si chiese ancora Mollicone, «in un decreto per il “sostegno e il rilancio dell’economia” cosa centra il ripiano del debito di un’associazione? La maggioranza non si imbarazza visto che potrebbe profilarsi un danno erariale, perché pagano un debito con l’erario con i soldi pubblici?». Nessuno si sarebbe fatto troppi scrupoli a sinistra. Fino a oggi. Di lì a breve, infatti, con Gualtieri candidato sindaco di Roma, le femministe della casa delle donne sarebbero tornate alla carica. E per evitare il rilascio dei locali della storica sede di via della Lungara, tentano un altro blitz. E intervenendo a gamba tesa dichiarano pubblicamente: «Grazie a chi lo voterà». Anche in quella circostanza Giorgia Meloni intervenne e commentò: «Scandaloso, è un aiuto a Gualtieri». Oggi quell’aiuto è stato ripagato. Il sindaco ringrazia e contraccambia.

 

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