Cresconi i contagi, si avvicina la terza dose per tutti. Irrompe Prodi: “I vaccini devono essere obbligatori”

domenica 7 Novembre 18:53 - di Robert Perdicchi

Crescono i contagi covid-19 in Italia, con i positivi che sfiorano ormai i 7mila, si avvicina la terza dose dei vaccini per tutti, anche perché la situazione non è migliore nel resto d’Europa. Per non farsi travolgere da questo nuovo assalto del virus, si accelera sulla terza dose dei vaccini in vista della campagna di immunizzazione per i bambini dai 5 agli 11 anni, che potrebbe iniziare già a dicembre. L‘obiettivo è cercare di frenare la corsa del coronavirus prima di Natale.

“In Italia i bimbi di età compresa fra 5 e 11 anni sono 3,6 milioni. Se si vaccinassero tutti in base ai dati scientifici disponibili si eviterebbero 51mila casi di coronavirus 1.450 ricoveri in reparti ospedalieri ordinari e 400 in terapia intensiva. Inoltre, si eviterebbero 12 decessi”, ha calcolato per l’Adnkronos Salute Italo Farnetani, professore ordinario di pediatria della Libera Università Ludes di Malta. Il medico definisce la profilassi anti-Covid “una vaccinazione anti-Dad”, oltre che uno ‘scudo’ contro infezioni, ricoveri e morte. “Perché vaccinando l’intera popolazione fra 5-11 anni – prospetta ancora Farnetani – a scuola si eviterebbe la quarantena per 8.500 classi”, alle quali verrebbe appunto risparmiata la didattica a distanza.

I contagi di oggi in Italia

Sono 5.822 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 7 novembre 2021, secondo i dati covid – regione per regione – nel bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute. Si registrano altri 26 morti, che portano il totale delle vittime a 132.391. I nuovi casi sono stati individuati su 434.771 tamponi, il tasso di positività è all’1,33%. I pazienti covid ricoverati con sintomi sono 3.215 (+ 42). Le persone in terapia intensiva sono 398 (+ 6). Segnalati 2.502 guariti in più rispetto a ieri.

Terza dose dei vaccini in Italia

Come ha fatto sapere ieri il ministro della salute Roberto Speranza, “in una fase di recrudescenza del virus come quella a cui stiamo assistendo a livello europeo in questo momento, è giusto accelerare sulla somministrazione dei richiami”. A oggi il totale delle somministrazioni è 90.830.635. Il totale con almeno una dose è pari a 46.734.889, pari all’86,53 % della popolazione over 12 (persone con almeno una somministrazione). Ad aver completato invece il ciclo vaccinale sono 45.110.100, l’83,52% della popolazione over 12. Il totale delle persone che ha ricevuto la dose addizionale è pari a 338.595, il 38,33% della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale. Mentre il totale di chi ha ricevuto il richiamo (booster) è di 1.790.333, 34,89% della popolazione potenzialmente oggetto di questa dose (che ha ultimato il ciclo vaccinale da almeno sei mesi.

L’anatema di Prodi: “Vaccini obbligatori e lockdown a chi non li fa”

Un lockdown limitato a chi non fa i vaccini, come ipotizzato dal Governo austriaco, “più che pensare all’aspetto giuridico lo vedo molto complicato da applicare”. Così Romano Prodi, intervistato da Maria Latella a ‘Il Caffè della domenica’ su ‘Radio 24 Il sole 24 ore’. “Io sulla materia sono un po’ estremista, anche se non lo sono mai di natura -aggiunge l’ex premier- quando c’è una pestilenza ci dovrebbe essere il vaccino obbligatorio. Capisco di essere fuori dalla musica che suona in questo momento, però di fronte alla casa che brucia si chiamano i pompieri, questa è una regola di solidarietà”.

“Poi quello che fanno gli austriaci -ribadisce Prodi- mi sembra complicato come possono fare queste distinzioni in pratica nella vita quotidiana. La logica di isolare chi non si vaccina perchè non faccia male agli altri è una logica fondamentalmente giusta, poi gli strumenti li applicherà Paese per Paese. Dobbiamo pure finirla con questa pandemia”.

Londra anticipa terza dose vaccino

La Gran Bretagna accelera sulla terza dose dei vaccini per arginare la quarta ondata covid. Sarà possibile prenotarsi per il richiamo del vaccino anti Covid già da lunedì, con un mese di anticipo rispetto a quando sarebbe possibile fare la terza dose. Lo ha comunicato il governo britannico, secondo cui il Servizio sanitario nazionale (Nhs) sta cambiando il sistema di prenotazione per permettere di fissare un appuntamento con un mese di anticipo, con l’obiettivo di accelerare in vista dell’inverno “difficile” che si preannuncia. Finora, chiunque fosse in attesa di fare la terza dose del vaccino doveva comunque aspettare sei mesi dalla seconda per potersi prenotare per il richiamo. Sarà ora possibile prenotarsi anche dopo cinque mesi, in modo da essere vaccinati alla scadenza esatta dei sei mesi.

Vaccini nella fascia 5-11 anni

Per quanto riguarda il vaccino nella fascia 5-11 anni dovrebbe arrivare a dicembre. L’Italia è in attesa “di un pronunciamento definitivo di Ema. L’auspicio è che possa arrivare nel mese di dicembre”, ha affermato qualche giorno fa Speranza aggiungendo che sul tema “le disposizioni del Governo italiano e dell’Aifa saranno successive a questo pronunciamento” dell’Agenzia europea del farmaco.

“Il vaccino Pfizer in Italia anche ai bambini dai 5 agli 11 anni entro Natale”, aveva annunciato poco prima Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), “Pfizer è un vaccino sicuro approvato negli Stati Uniti da Fda e Cdc”, dice a Buongiorno, su Sky Tg24, riferendosi al via libera arrivato in America non solo da parte dell’agenzia del farmaco americana ma anche da parte dell’organismo di controllo sulla sanità pubblica.

I dubbi dei genitori dei bambini piccoli

“Prima di Natale potremmo partire, ma ho il timore che ci sia poca voglia di far vaccinare i figli da parte dei genitori che sono rimasti colpiti da quelle fake che si insinuano in modo subdolo: la fertilità, i danni tra 20 anni…”, ha detto all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. Tutte fake news? “Il meccanismo di azione di questi vaccini lo conosciamo e sappiamo – afferma l’esperto – che non possono interagire sulla fertilità. Alcuni studi sono stati fatti addirittura per analizzare la quantità degli spermatozoi nello sperma post-vaccinazione e non hanno attestato nessuna alterazione. E’ ovvio che non sappiamo se tra 20 anni succederà qualcosa ma – ricorda – questo allarme deriva da una nota nel consenso informato che avrebbe dovuto solo dimostrare trasparenza e correttezza, un eccesso di zelo che si è trasformato in un errore di comunicazione. Anche perché – sottolinea il medico – il meccanismo di azione dell’mRna lo conosciamo bene e sappiamo che non può in alcun modo alterare il genoma”.

Ma in caso di bassa adesione sarebbe opportuno inserire questo vaccino tra quelli già obbligatori per accedere a scuola? “Sarebbe una bella cosa – continua Pregliasco – ma è una decisione politica sicuramente non facile nell’attuazione e nell’attuabilità”.

“Io credo molto alla vaccinazione dei bambini. Ritengo che sia utile in questa fase epidemiologica, proprio perché la variante Delta li coinvolge, perché per loro non è una passeggiata e in più perché sono il serbatoio della diffusione in comunità. Se agiamo in questa fase potremmo avere una convivenza più civile, passata la nottata dell’inverno, con il virus”, spiega ancora all’Adnkronos Salute in vista dell’approvazione, prevista per dicembre, da parte dell’Ente regolatorio del farmaco europeo (Ema) del vaccino per i più piccoli.

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