Assegno unico per i figli, tra bluff e sorprese: come funziona, a chi spetta e quali sono gli importi

18 Nov 2021 15:39 - di Robert Perdicchi

Assegno unico e universale figli 2022, via libera del Consiglio dei ministri al decreto attuativo che introduce maggiorazioni in base al numero, alla presenza di disabili, al reddito e al lavoro di entrambi i genitori. Nella bozza le caratteristiche dell’assegno unico: requisiti, come funziona, a chi spetta, l’importo, quanto conta l’Isee, quando fare domanda, secondo quanto stabilito dal governo Draghi.

“L’assegno unico universale esprime una particolare attenzione per le disabilità. Prevede infatti, in particolare per i figli con disabilità minorenni, una maggiorazione che varia da 105 a 85 euro mensili, in base alla condizione di disabilità (non autosufficienza, grave e media), che si aggiunge ai 175 euro mensili previsti invece per tutti i figli (importo graduato in base all’Isee)” sottolinea la ministra per le Disabilità Erika Stefani. “Inoltre per i figli con disabilità, che hanno un’età compresa tra i 18 e i 21 anni, la maggiorazione è di 50 euro al mese. Per i figli a carico con disabilità, ultra 21enni, è previsto un assegno a vita di 85 euro mensili, importo variabile in base all’indicatore Isee. Una grande svolta che è stata compiuta grazie all’intenso lavoro compiuto dai nostri uffici in sinergia con le amministrazioni proponenti”, conclude Stefani.

Assegno unico, importi e tabelle

“Per ciascun figlio minorenne è previsto un importo pari a 175 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di Isee superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40.000 euro. Per livelli di Isee superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante”.

“Per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di Isee superiori, esso si riduce gradualmente secondo gli importi indicati nella tabella 1 fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40.000 euro. Per livelli di Isee superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante”.

Come presentare la domanda

La domanda per il riconoscimento dell’assegno unico è presentata a decorrere dal 1° gennaio di ciascun anno ed è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo, si legge ancora nella bozza del Dl. La presentazione della domanda avviene in modalità telematica all’Inps ovvero presso gli istituti di patronato, viene specificato nel testo. “A decorrere dall’anno 2022 è riconosciuta una maggiorazione forfettaria per i nuclei familiari con quattro o più figli, pari a 100 euro mensili per nucleo”.

Il tema della disabilità

“Per ciascun figlio con disabilità minorenne è prevista una maggiorazione, sulla base della condizione di disabilità come definita ai fini Isee, degli importi individuati pari a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, a 95 euro mensili in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili in caso di disabilità media”. Mentre “per ciascun figlio con disabilità maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 50 euro mensili. Per ciascun figlio con disabilità a carico di età pari o superiore a 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di Isee superiori, esso si riduce gradualmente secondo gli importi indicati nella tabella 1 fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40.000 euro. Per livelli di Isee superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante”.

Il primo requisito per i richiedenti

Primo requisito è che il richiedente “sia cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero sia cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o sia titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi”.

Questi gli altri tre requisiti sono che il richiedente “sia soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; sia residente e domiciliato in Italia; sia o sia stato residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale”.

L’articolo 12 del Dl sull’assegno unico prevede che a decorrere dal 2022 è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro annui per l’assunzione a tempo indeterminato di personale da assegnare alle strutture dell’Inps competenti. E’ quanto si legge nella bozza del Dl sull’assegno unico.

L’articolo 9 del Dl sull’assegno unico dispone la costituzione presso la presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia – dell’Osservatorio nazionale per l’assegno unico e universale per i figli a carico, avente funzioni di supporto tecnico-scientifico per lo svolgimento delle attività di analisi, monitoraggio e valutazione d’impatto dell’assegno. E’ quanto si legge nella bozza del provvedimento.

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