Usa 2020, la denuncia del NYP: «I dollari e gli infiltrati di Zuckerberg hanno fatto vincere Biden»

venerdì 15 Ottobre 12:15 - di Redazione
Zuckerberg

Non ci sono solo le esplosive rivelazioni dell’ex manager Frances Haugen sulle opacità di Facebook a dare grattacapi a Mark Zuckerberg. La nuova grana per il patron della più famosa piattaforma social è tutta politica e ha a che fare con le presidenziali americane dello scorso anno. L’accusa è infatti aver finanziato con quasi mezzo miliardo di dollari (419,5 milioni, per l’esattezza) un paio di organizzazioni non-profit, nominalmente non partisan ma di fatto schierate a sinistra. Avrebbero infatti infiltrato gli uffici elettorali favorendo il voto democratico e la vittoria di Joe Biden. Una sorta di «sistema elettorale ombra» per influenzare il voto dall’interno grazie ai Zuckerbucks, ossia i dollari di Zuckerberg.

«Zuckerberg ha finanziato un sistema elettorale ombra»

«Elezioni comprate», azzarda già qualche repubblicano. A lanciare il j’accuse, un’analisi del Federalist, web magazine di destra, poi ripresa dal New York Post, tabloid conservatore edito da Rupert Murdoch. Secondo il web magazine, i soldi di Zuckerberg hanno aumentato significativamente il margine di voto di Biden in alcuni Stati-chiave, come la Georgia e l’Arizona, dove il candidato dem ha vinto rispettivamente di 12 mila e 10 mila preferenze. Ma anche in Wisconsin, altro Stato conteso, assicurandogli così la vittoria del collegio elettorale. «Questa fusione senza precedenti di uffici pubblico-privati con risorse e persone private – sostiene The Federalist – è una grave minaccia alla nostra repubblica. E dovrebbe essere il focus degli sforzi della riforma elettorale». Elezioni rubate, dunque? «Probabilmente comprate – frena il magazine – da uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo versando i suoi soldi tramite scappatoie legali».

Una delle due società era stata stata foraggiata da Soros

Nel mirino dell’indagine giornalistica, il Center for Technology and Civic Life (Ctcl) e il Center for Election Innovation and Research (Ceir). Le due organizzazioni avrebbero usato i 419 milioni di dollari di Zuckerberg di Fb per “infiltrare” gli uffici elettorali con attivisti di sinistra. Il passo successivo è consistito nel promuovere campagne e prassi elettorali favorevoli ai democrats (a partire dal voto per posta) nelle grandi città degli swing States. È qui, per altro, che  si concentra la maggioranza degli elettori liberal. C’è da dire che il Ctcl è tutt’altro che apolitico visto che i suoi tre fondatori hanno lavorato precedentemente per il New Organizing Institute. Si trattava (non c’è più) di un’organizzazione gestita da Ethan Roeder, ex-collaboratore di Obama  e finanziata da George Soros. Postilla: nonostante l’Ansa abbia battuto la notizia alle 15,22 di ieri, a riportarla è solo il Messaggero.

 

 

 

 

 

 

 

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