Spari alla comunione dei bambini per i posti in prima fila: 6 misure cautelari per rissa aggravata

martedì 26 Ottobre 12:01 - di Filomena Auer
spari alla comunione

Il caso degli spari durante la prima comunione dei bambini di Acireale non si dimentica facilmente. Per la gratuità, l’efferatezza e lo sconcerto della incredibile vicenda criminale. Oggi, poi, in particolare, l’episodio criminale torna alla ribalta della cronaca perché i carabinieri di Catania, su disposizione della Procura Distrettuale etnea, hanno eseguito sei misure cautelari nei confronti di altrettante persone. Per una delle sei persone destinatarie dell’odierna ordinanza i militari hanno eseguito la misura cautelare in carcere. Mentre per le altre 5 il provvedimento dispone l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono comunque tutti indagati per rissa aggravata in concorso.

Spari alla comunione dei bambini: la Procura dispone 6 misure cautelari

L’indagine, dunque, ha consentito di ricostruire la dinamica degli accadimenti e definire le responsabilità personali in merito alla violenta contesa scoppiata il 5 settembre scorso tra i familiari di ex coniugi per un diverbio dovuto all’assegnazione dei posti a sedere all’interno della Chiesa Santa Maria degli Ammalati di Acireale, in occasione della prima comunione del figlio. Una vicenda davvero sconvolgente, quella degli spari alla comunione, non solo per gli esiti. Che, come noto, hanno coinvolto il vice brigadiere Sebastiano Giovanni Grasso che, libero dal servizio, stava partecipando alla cerimonia perché anche uno dei suoi figli era tra i bambini in attesa di ricevere il sacramento.

La rissa in chiesa che si concluderà con gli spari sul sagrato e il ferimento di un carabiniere

In quei concitati momenti, il militare intervenne subito, andando in aiuto ad altri colleghi arrivati per sedare la rissa che, di lì a poco sarebbe degenerata. E infatti, lo stesso Grasso ha riferito poi agli inquirenti di aver notato all’esterno della chiesa una lite tra una decina di persone. E una pattuglia del Nucleo operativo radiomobile, intervenuta per sedare l’alterco e ripristinare ordine e sicurezza.  Il carabiniere che, lo ricordiamo: era in borghese. E si trovava in chiesa per la comunione del figlio, ha quindi deciso di avvicinarsi per dare supporto ai colleghi. Ed è in quei drammatici istanti che un proiettile lo colpisce, costringendolo a sottoporsi a una delicata operazione chirurgica.

Dagli insulti e le minacce, alla ressa: tutto per i posti in chiesa durante la prima comunione

Un colpo, appureranno poi gli inquirenti al lavoro sul caso, esploso dalla revolver calibro 38 che uno dei protagonisti della rissa deteneva regolarmente. Già, perché tutto comincia e si consuma all’interno di ex familiari. Per l’esattezza, tra i genitori separati di un bambino, per i quali l’organizzazione della cerimonia aveva opportunamente stabilito posti diversi. Il papà, Alberto Leocata, con la nuova compagna in prima fila. La madre Carmen Addamo, cautelativamente molto dietro. Tanto è bastato, però, che tra i banchi all’interno della Chiesa scoppiasse l’inferno.

Il colpo esploso mentre i carabinieri tentano di dirimere la controversia estesa ad altri familiari

Un putiferio che l’ex suocero di Leocata, scatena contro il padre del bambino prima lanciando insulti e minacce. Poi passando alle mani. Sembrava che tutto fosse finito lì, ma per sicurezza il padre del ragazzino pensa di chiamare i carabinieri che arrivano tempestivamente fuori della chiesa. Una volta fuori sul sagrato, però. E davanti agli stessi militari, la rissa ricomincia. Si inasprisce. E si estende persino ad altri familiari. Finché il suocero del papà aggredito estrae la pistola e spara un colpo. Proprio mentre i carabinieri cercano di dividere i due gruppi. Mentre ai militari si unisce il vice brigadiere fuori dal servizio…

 

 

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