Sorpresa: i giornaloni scoprono che i “no Green pass” sono un popolo vero, altro che fascisti

giovedì 14 Ottobre 8:52 - di Valerio Falerni
Green Pass

Sorpresa: la ribellione anti Green Pass «ha molte anime» e il fascismo eterno delirato da Umberto Eco c’entra solo in parte. Anzi quasi per niente, almeno a dar retta al Corriere della Sera che in un servizio di Goffredo Buccini arriva a stimare in milioni la galassia dei contestatori. Meglio tardi che mai, per quanto nel il tam tam della retorica antifascista si sia avviato per tempo con destinazione i ballottaggi di domenica prossima. Fatale dopo l’assalto alla sede nazionale della Cgil. Ma Castellino, Fiori e altri soci della violenta masnada di Forza Nuova sono solo una goccia dell’oceano protestatario. A Trieste si agitano i camalli del porto, emulati dai loro colleghi di Genova. Ma ci sono anche disoccupati e nuovi poveri, senza dimenticare gli stremati dalle chiusure imposte dal Covid.

Lo ammette anche il Corriere della Sera

Un esercito variopinto ma agguerrito che arruola complottisti alla Sara Cunial (ex-5Stelle), estremisti, centri sociali legati alla sinistra e persino cardinali come Carlo Maria Viganò, irriducibile anti-bergogliano. «Sembrano sanfedisti», scrive il Corriere. E con ragione visto che a Napoli la parte del leone la fanno molte sigle neo-borboniche. I loro strali non sono diretti solo al Green Pass. Il lasciapassare verde voluto da Draghi è solo la punta dell’iceberg. Ma le motivazioni a base della mobilitazione che ha portato a riempire 10 piazze in contemporanea sono varie. C’è persino il rincaro delle bollette della luce, intesa come un balzello da pagare alla transizione ecologica imposta da chissà chi.

Il Green Pass pone l’aut-aut tra salute e lavoro

Insomma, almeno a giudicare dalla variegata platea dei contestatori, tutto lascia pensare che il mix tra povertà e precarietà, da un lato, e accesso alle meraviglie di internet dall’altro abbia spezzato il filo tra elite e questa parte di popolo vero. Il Green Pass sta facendo da detonatore perché ha posto in termini secchi l’alternativa tra salute e lavoro. Un aut aut inaccettabile per chi ha ormai revocato ogni legittimità ai reggitori della cosa pubblica, come per altro conferma l’alto tasso di astensionismo registrato alle elezioni di domenica scorsa. Le elite – politiche e intellettuali – ne prendano atto. Ogni tentativo di svignarsela dalle proprie responsabilità rintanandosi nel rassicurante rifugio dell’antifascismo farà solo peggiorare la situazione.

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