Scuola, ci è arrivato pure il ministro Bianchi: «Per le quarantene servono indicazioni nazionali»

giovedì 7 Ottobre 17:02 - di Eleonora Guerra
quarantene scuola

I presidi lo dicono da tempo, il buon senso pure. Ma il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e con lui un paio di colleghi sembrano arrivarci solo ora: per la gestione delle quarantene nella scuola bisogna «andare verso un’omogeneizzazione dei comportamenti».

Bianchi: «Per le quarantene verso indicazioni nazionali»

«Sulla gestione delle quarantene, da tempo abbiamo un tavolo comune con il ministro della Salute, con l’Istituto superiore di sanità, con il Cts e con il ministro degli Affari regionali», ha ricordato Bianchi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine della Cabina di Regia sul Pnrr. «La prima indicazione che è stata data da questo tavolo è andare verso un’omogeneizzazione dei comportamenti. Oggi – ha aggiunto il ministro – sono sostanzialmente le Asl che individuano le modalità, noi dobbiamo andare assolutamente verso un’indicazione nazionale. In modo che non ci siano discrepanze».

Il caos quarantene emerso fin dai primi giorni di scuola

Dunque, il governo arriva con un mese di ritardo su un tema posto alla sua attenzione già nei primi giorni di scuola e che i presidi hanno rilanciato a più riprese, mentre il ministro si limitava a rallegrarsi del basso impatto dei contagi sulla vita scolastica. «Sono situazioni specifiche, non ce ne sono decine», ha minimizzato il 16 settembre, a tre giorni dall’inizio ufficiale della scuola, quando già si parlava di diverse classi costrette a casa, in una cornice di caos dovuta al fatto che la gestione delle quarantene è in carico alle Regioni, ciascuna delle quali ha adottato una propria linea di condotta. Di lì a una settimana si sarebbe parlato di 15mila studenti in Dad, mentre i presidi continuavano a chiedere chiarezza.

L’allarme dei presidi al governo

«Il ministero della Salute e il Cts devono stabilire quali sono le regole valevoli per tutti», è stato l’allarme di Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi (Anp) di Roma, dando voce a una protesta della categoria a livello nazionale. «Chiediamo che i vari assessorati alla Salute diano indicazioni alle Asl, poiché le aziende sanitarie si muovono in maniera diversa caso per caso, a volte anche nello stesso territorio regionale. È il caos», ha aggiunto Rusconi, quando la scuola era iniziata da una decina di giorni. Ora pare che anche nel governo abbiano preso atto della necessità di rendere omogenee le regole sulla quarantena. In fondo, ci sono voluti solo un mese (considerando con benevolenza solo il tempo trascorso dalla riapertura delle scuole) e un consesso di tre ministeri e due organismi tecnici.

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