Rotondi lancia la “Balena verde”: «I nostri leader? Come sempre sono Forlani e Berlusconi»

venerdì 22 Ottobre 20:59 - di Mia Fenice
Rotondi

Prima l’abbraccio con Totò Cuffaro e Rocco Buttiglione sul corso di Saint Vincent. Poi il lungo ricordo della “lezione” di Carlo Donat Cattin. Nella cittadina valdostana, una delle località turistiche più rinomate delle Alpi, si fanno le prove del grande centro. Protagonisti vari ex big della Dc, chiamati a raccolta da Gianfranco Rotondi, che ne approfitta per lanciare la sua “Balena verde” e una provocazione: «Quattro liste al 20%, dov’è la nuova Dc?», che è poi il tema di una delle varie tavole rotonde della “tre giorni” organizzata dalla “Fondazione Dc” in collaborazione con la Discussione.

Rotondi lancia la “Balena verde”

«Siamo tutti qui», esclama Rotondi, accompagnando in albergo il professor Buttiglione, ultimo segretario del Partito popolare unitario. Da quarant’anni si ripete il “rito”, ormai, di questo convegno democristiano, prima in forma imponente con Donat Cattin, poi in versione minore con Rotondi nella Seconda Repubblica. «Chi sono i nostri leader? Forlani e Berlusconi, come sempre», assicura Rotondi ai fedelissimi, ricordando che la kermesse di Saint Vincent nella prima Repubblica si chiudeva con l’intervento di Arnaldo Forlani mentre nella seconda con quello di Silvio Berlusconi, che anche domenica non mancherà di portare il suo saluto in collegamento telefonico da Arcore.

«Saint Vincent e i democristiani portano bene»

«Saint Vincent e i democristiani portano bene, Arnaldo e Silvio stanno benissimo e ci seguono con affetto», dice Rotondi, vice capo gruppo di Forza Italia alla Camera. Tra gli oratori anche la deputata di Forza Italia Maria Tripodi: «Mi ha sempre colpito il carisma di Donat Cattin, una delle personalità più eminenti dell’intera storia repubblicana. Lancio una proposta: facciamo una “tre giorni di studio” allargata ai giovani di Forza Italia per fargli capire che la politica non sono i social media, ma è visione, come insegnava Donat Cattin. Io non mi sento sovranista e non lo sarò mai, io faccio parte di un partito, FI, europeista, moderato e liberale. Noi siamo i legittimi eredi della Dc».

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