Raggi contro Conte sul ballottaggio. E prepara la resa dei conti nel M5s: “I voti romani sono miei”

venerdì 8 Ottobre 10:11 - di Guido Liberati
Raggi Conte

Il Corriere della Sera la definisce “furiosa”, Repubblica opta per “furibonda”, il Messaggero svela retroscena su una scissione delle sue liste civiche rispetto al M5s: Virginia Raggi manda in fibrillazione il mondo pentastellato, ma soprattutto toglie il sonno a Giuseppe Conte. 

Virginia Raggi, dopo la sconfitta (quarta su i quattro principali contendenti) viene definita dal giornale di via Solferino come «furiosa per essere stata lasciata sola». L’entourage grillino l’ha fatta assurgere al ruolo di Giovanna d’Arco del Movimento. Beppe Grillo aveva addirittura adottato il paragone “gladiatorio”, che aveva fatto sbellicare dalle risate tanti.

A lei guardano tanti eletti della prima ora, sognando che trovi la forza di tentare la scalata alla leadership del M5s. Oggi la Raggi, a dispetto dell’annuncio di Conte pro-Gualtieri,  prenderà un caffé con Enrico Michetti. Un caffè avvelenato per il M5s che fa da sponda e coppia fissa (anche in Regione Lazio) con il Pd.

La Raggi ricorda a Conte: “Questi sono i miei voti”

Come osserva Il Messaggero, la Raggi non molla. E ha già individuati il primo segnale: i rappresentanti delle 5 liste civiche create da Raggi per la competizione si vedranno la prossima settimana. Da soli. Senza il M5S. Il quotidiano romano osserva che le liste «per Virginia» hanno ottenuto complessivamente il 7%. Contro l’11% del Movimento. Un Movimento comunque a Roma prevalentemente “raggiano”. Queste sono le carte che la sindaca intende giocarsi nell’ultima mano. E come ha detto a Striscia la notizia, ricevendo il tapiro: «Non lascerò la politica. Stiamo già costruendo il futuro».

Non a caso ripete sempre, a ogni intervento post voto, «i miei elettori». Lo ripete come un mantra omettendo il termine Movimento 5 Stelle. Non è un mistero che un gruppo di parlamentari, incluso l’ex Di Battista, guardino a lei come il possibile contraltare a Conte. L”ipotesi di morire Democratici, abbracciati agli odiati avversari di un tempo, manda al manicomio tanti grillini. E in tutto questo, Beppe Grillo tace e osserva. Sarà lui, come sempre, il vero ago della bilancia. 

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