“Mi laureo”, ma non è vero: 29enne invita i genitori e poi si suicida. Sgomento a Bologna

sabato 9 Ottobre 11:44 - di Redazione
Bologna laurea

Aveva detto ai genitori di raggiungerlo a Bologna, dove avrebbe discusso la sua tesi di laurea. Non era vero nulla e la tragedia si è abbattuta su un ventinovenne, L. N., abruzzese, iscritto alla facoltà di Economia e commercio. E’ stato trovato cadavere  in via Zago, sotto al ponte di via Stalingrado da dove e si è lanciato.  Non c’è stata nessuna festa iun questa tragedia assurda, atroce.

Bologna, invita i genitori alla sua laurea, ma poi sui suicida

Il corpo del ventinovenne, L. N., abruzzese, iscritto alla facoltà di Economia e commercio, è stato trovato sotto al ponte di via Stalingrado. Da lì lo studente si è lanciato. Una vicenda dolorosa. Lo sgomento di parenti e amici che lo cercavano da tutta la mattina. Il ragazzo, stando a quanto ricostruito da carabinieri e polizia, aveva avvisato i genitori di raggiungerlo a Bologna, dove viveva da solo da diversi anni, dicendo che si sarebbe laureato. Poi aveva  detto loro che insieme sarebbero andati a Forlì, dove si trova la sede didattica della facoltà. Tutto organizzato, leggiamo sul Resto del Carlino.

Aveva sostenuto pochi esami. Il giovane non ha retto

Cosa si è rotto nella testa del giovane? Una parte di sé aveva organizzato tutto, ma ha prevalso la paura, l’angoscia. Il ragazzo, in realtà, aveva sostenuto pochissimi esami. I genitori ne erano all’oscuro e così inanellando una serie di bugie, la situazione è diventata insostenibile: vergogna, sensi di colpa, incapacità di reggere una castello di menzogne troppo pesante per le sue spalle. Quindi il gesto estremo. Le sue ultime ore devono essere state atroci. “Deve aver girovagato tutto il giorno per la città, perché i genitori lo cercavano e lo chiamavano, senza risposta, dalla mattina”, si legge sul quotidiano. “Arrivati a casa, non trovandolo, avevano iniziato a preoccuparsi. Il sospetto che qualcosa non andasse lo avevano avuto subito. Perché il figlio aveva detto soltanto a loro della discussione”.

Tragedia a Bologna: l’ultimo messaggio alla fidanzata

Il ragazzo non aveva invitato all’evento, tanto importante, i suoi amici. Il suo cellulare squillava invano e i genitori si sono allarmati. Hanno fatto denuncia ai carabinieri.A mezzogiorno, lo studente era ancora vivo. A quell’ora, infatti, aveva inviato un messaggio vocale alla ex fidanzata, dal contenuto ambiguo. Un tassello in più, che aveva alimentato ancora di più la paura dei genitori”, leggiamo nella drammatica ricostruzione. A quel punto nella mente dei genitori ha preso corpo cosa potesse nascondersi dietro questo anomalo comportamento. “Avrebbero voluto dirgli che della laurea non importava loro nulla, che tutto si sarebbe risolto”. E invece il dramma. Il ragazzo manda un ultimo messaggio a un suo amico, dicendo che si trova sul ponte di Stalingrado. L’amico corre,  chiamando nel trattempo la polizia. Ma l’esito è tragico: quando arriva in via Zago è troppo tardi, il giovane è  in una pozza di sangue.

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