Meloni: «Dov’è la vittoria del centrosinistra? FdI cresce ovunque. Ora serriamo i ranghi su Roma»

martedì 5 Ottobre 13:57 - di Alessandra Danieli

Dove sta la vittoria del centrosinistra? Bisogna dire la verità e guardare i numeri. Il day after il voto Giorgia Meloni ‘rettifica’  la narrazione dei media che fotografano una presunta vittoria del centrosinistra e un calo, se non un ‘crollo’, del centrodestra.

Meloni: Dove sta la vittoria del centrosinistra?

Riuniti giornalisti nella sede del quartiere generale di Enrico Michetti a Roma fa il punto sulle elezioni. E snocciola i dati. A partire dal ballottaggio a Roma dove il candidato del centrodestra è davanti all’ex ministro del Pd Gualtieri. Siamo avanti anche al secondo turno a Trieste. Mentre a Torino le due coalizioni sono appaiate”, dice la leader di Fratelli d’Italia che parla di sostanziale pareggio. E si concentra sul dato ‘molto significativo’ del partito. Con buona pace di Repubblica. Che scrive che Fratelli d’Italia a Bologna si è fermata al 12 per cento. “Segnalo – incalza la Meloni – che in tutta la sua storia la destra non era mai arrivata al 12 per cento. E che alle ultime amministrative Fratelli d’Italia aveva era al 2,8”.

Fratelli d’Italia cresce ovunque

I numeri parlano chiaro. Nei 18 capoluoghi provincia al voto 12 erano a guidata centrosinistra, 6 sono stati confermati mentre 6 vanno al ballottaggio. Anche dei rimanenti 6 a guida centrodestra la metà è confermata e gli altri  3 vanno al secondo turno.

Avanti tutta per conquistare Roma

Avanti tutta per la conquista della capitale. ”Le prossime due settimane saranno fondamentali. Con i nostri alleati possiamo fare del nostro meglio”, dice la leader di Fratelli d’Italia che oggi stesso chiamerà Salvini e Berlusconi per ‘rafforzare i ranghi”.

Alla Raggi va l’onore delle armi

Sul risultato del primo turno poi la Meloni apre una parentesi sul comportamento ‘vigliacco’ dei vertici 5Stelle nei confronti di Virginia Raggi, alla quale va l’onore delle armi, dice. Ricordando la corsa di Conte a Napoli per festeggiare il neosindaco. A Roma la partita è aperta e gli schieramenti sono chiari. “Si può votare per l’ex ministro del Pd, quello dei ristori ridicoli”, dice la Meloni. “O si può votare per Michetti, grande professionista, che conosce la macchina amministrativa e può rilanciare la Capitale”.

“Registro l’indisponibilità di Letta al voto”

Infine ha ricordato di aver proposto e sfidato Letta a sostenere tutti insieme Draghi per il Quirinale.  A patto che si vada immediatamente a votare. “Registro l’indisponibilità di Letta…”, dice la Meloni che in un post su Facebook era tornata sull’argomento. Se il leader del Pd è così sicuro di vincere, perché ha paura di andare al voto?

Michetti: non ho mai parlato male di nessuno

Enrico Michetti  ha velocemente passato in rassegna i punti forti del suo programma. Confermando di essere un uomo del fare, grande conoscitore della macchina amministrativa. “Se i romani mi daranno fiducia sarò in sindaco di strada, tra la gente”. Infine un passaggio sul dossier Alitalia. “Chiederò un incontro a Draghi per la vicenda Alitalia. Chiederò che quel tricolore torni ad atterrare su tutte le capitali del mondo”. Quanto al collocamento degli elettori orfani di Calenda e Raggi ha detto chiaramente di sentirsi sereno. “Non ho parlato male di nessuno come altri”, dice riferendosi all’avversario Gualtieri che ha giocato tutta la partita elettorale all’attacco della Reggi. E ora chiede il voto ai suoi elettori.

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