Leoluca Orlando indagato per bilanci comunali falsi insieme ad altri 23 dirigenti ed ex assessori

giovedì 21 Ottobre 11:04 - di Redazione
Leoluca Orlando

Leoluca Orlando nei guai. La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati il primo cittadino di e altre 23 persone, tra ex assessori e dirigenti, accusati di falso materiale in atto pubblico. Hanno tutti ricevuto un avviso di conclusione delle indagini. Le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Palermo avrebbero accertato numerose irregolarità nei bilanci di quattro anni, dal 2016 al 2019. Orlando è diventato sindaco metropolitano di Palermo nel 2017, sostenuto da una coalizione formata da varie liste civiche legate al Partito democratico e ad Alternativa popolare.

Leoluca Orlando indagato per “falso in atto pubblico”

L’accusa contestata dalla Procura di Palermo è “falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico”. I magistrati nel loro provvedimento spiegano: “I pubblici ufficiali sottoscrivevano e inviavano all’ufficio Ragioneria generale delle schede di previsione di entrate sovrastimate; (tenuto conto dei dati – a loro noti – degli effettivi accertamenti delle entrate nelle annualità precedenti). Così inducendo in errore il consiglio comunale di Palermo sulla verità dell’atto; determinandolo ad adottare la deliberazione con la quale veniva approvato il bilancio di previsione”. Un capitolo tra le accuse riguarda i bilanci di previsione, un altro i rendiconti di gestione. I magistrati contestano a Orlando  anche una direttiva del 18 giugno 2018: “per avere in un atto pubblico facente fede fino a querela di falso… esposto dati falsi; e in particolare riportato crediti da riconoscere/transigere del Comune verso le società partecipate inferiori rispetto a quelle reali”.

Orlando: “Attendo di essere ascoltato per fare chiarezza”

Il riferimento è ai debiti del Comune verso l’Amat, la società che gestisce il trasporto pubblico in città: sarebbero stati “quantificati falsamente in soli 197mila euro, per l’anno 2016, a fronte di crediti della società privi di impegni di spesa pari a 8 milioni e 890amila euro”. “Ho avuto comunicazione dell’avviso di un’indagine, esaminerò gli atti depositati dalla Procura della Repubblica e per fare massima chiarezza attendo di essere ascoltato dai magistrati titolari delle indagini sul merito e sulle competenze in una materia, peraltro, particolarmente tecnica”. Così il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha commentato la sua iscrizione nel registro degli indagati.

L’ex comandante della Polizia Municipale: “Sarà una bolla di sapone”

Tra gli indagati c’è, tra gli altri, Gabriele Marchese, ex comanfante della Polizia Municipale. Il quale in un colloquio con l’Adnkronos ha dichiarato: “Sono stato chiamato dalla Guardia di Finanza per andare questa mattina. Per quanto mi riguarda, sono sereno, e sono certo che la vicenda a mio carico finirà in una bolla di sapone. Insomma, sono fresco come un quarto di pollo”. “Non so a quale periodo si riferisca l’inchiesta a mio carico – prosegue mentre si reca dalla Guardia di Finanza -. Ma sono convinto che sarà una banalità, un’accusa ridicola. Ovviamente, non parlo per gli altri ma solo per me”. “Mi pare una bolla di sapone – dice ancora Marchese che è andato in pensione un anno e mezzo fa – Per quanto riguarda la mia posizione ribadisco che sono tranquillo. Ci può esser stato qualche piccolo errore di scheda: quando ero Comandante di Polizia municipale, ma da verificare. Se falsi ci sono stati li avranno fatti ad altri livelli, noi mandavamo solo le schede dei servizi; ma il bilancio veniva approvata da altri uffici. Comunque, per me sono da leggere queste carte che mi riguardano. Ma sono convinto che sono cose banali”.

Palermo, gli altri indagati oltre a Leoluca Orlando

Ecco chi sono gli indagati, oltre a Gabriele Marchese:  che adesso hanno trenta giorni di tempo per presentare memorie a difesa o essere ascoltati dai pm, prima di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio: Luciano Abbonato (ex assessore comunale al Bilancio); Lucetta Accordino (dirigente servizi Affari generali), Carmela Agnello (ex ragioniere generale oggi ai Beni confiscati e Edilizia scolastica); Cosimo Aiello (ex componente collegio revisori), Marcello Barbaro (ex presidente del collegio dei revisori); Paolo Basile (attuale ragioniere generale), Leonardo Brucato (ex dirigente del settore Tributi oggi alle Circoscrizioni).

Alti funzionari nei guai

Ancora: Roberto d’Agostino (ex assessore al Bilancio), Paola Di Trapani (ex dirigente Attività produttive oggi dirigente Verde);  Salvatore Di Trapani (ex revisore), Carlo Galvano (ex dirigente condono edilizio); Antonino Gentile (ex assessore al Bilancio), Mario Lo Castri (ex dirigente dei Lavori Pubblici); Marco Mazzurco (ex revisore), Vincenzo Messina (capo della Polizia municipale); Antonino Mineo (ex revisore), Luigi Mortillaro (ex dirigente del servizio Bilancio); Sebastiano Orlando (ex revisore), Sergio Pollicita (capo di gabinetto); Paolo Porretto (ex dirigente Sportello unico), Stefano Puleo (ex dirigente tributi); Daniela Rimedio (ex dirigente servizio Tari oggi risorse immobiliari).

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