La Gruber “ignora” Gualtieri per attaccare la Meloni. Sallusti: “E negate la campagna d’odio?” (video)

martedì 19 Ottobre 11:25 - di Giulia Melodia
Sallusti Gruber Meloni

La Gruber anziché complimentarsi con Gualtieri punta ad attaccare la Meloni. Sallusti stana conduttrice e ospiti con un sorrisetto beffardo sotto i baffi: «E poi ancora negate che ci sia una campagna d’odio in corso?». Un interrogativo retorico, quello posto dal direttore di Libero, che aleggia per l’intera puntata di Otto e mezzo, in onda ieri sera su La7 a ridosso del verdetto sui ballottaggi…

La Gruber anziché complimentarsi con Gualtieri pensa ad attaccare la Meloni, ma Sallusti…

A Otto e mezzo va in scena lo sconcertante show della sinistra modello Palio di Siena: quella che, invece di celebrare la vittoria della propria contrada, si esalta della sconfitta di quella avversaria. Il programma capitanato dalla Gruber chiude il suo periodo di maggior fulgore propagandistico filo-dem con ospite in studio il sindaco del Pd neo-eletto a Roma: Roberto Gualtieri. La padrona di casa si mostra al settimo cielo. E con gli altri convitati, da Matteo Giannini in studio, fino al salta-fila Scanzi in collegamento da Verona, è tutto un lanciarsi sguardi compiaciuti e risolini ammiccanti. La loro postura impettita trasuda una plateale soddisfazione: dall’alto del piedistallo dell’affermazione elettorale ostentano protervia e compiacimento. Le domande, poi, che la conduttrice rivolge al team di sodali fanno il resto. E in tv è tutto un gongolare

Battibecco Gruber-Sallusti: il direttore asfalta conduttrice e ospiti in studio

Lilli Gruber non sta nella pelle: settimane di presunti scoop orchestrati a orologeria da una trasmissione all’altra. Talk intestati alla costante e risoluta determinazione a delegittimare l’avversario considerato un nemico da abbattere più che un competitor da sfidare, hanno contribuito a dare i loro frutti. E su La7 va in scena il consueto massacro del centrodestra. Stavolta, però, in questo caso si sguazza soprattutto nel dare addosso a Giorgia Meloni: la leader di Fdi, ieri sera più che mai al centro del mirino “rosso”. In ogni modo e ad ogni dichiarazione possibile. A partire dalle domande che, con ospite in studio il sindaco fresco di vittoria, sono tutte sulla presidente di Fratelli d’Italia, protagonista assente della show di Otto e mezzo.

Nessuna curiosità per Gualtieri: Gruber, Scanzi e Giannini hanno parole solo per la leader di Fdi

Nessuna curiosità per Roberto Gualtieri. Nessun quesito sulla sua prima mossa da sindaco. Commenti ridotti praticamente a zero sull’elezione e sui voti. Retroscena e  retro-pensieri. Domande e particolarità sono tutte per Giorgia Meloni. E dopo un po’, è il direttore di Libero Alessandro Sallusti a sospirare e sorridere… Così, quando la Gruber lo chiama in causa, il giornalista serafico, dal collegamento spiega: «Sorridevo perché dite che non è vero che c’è una campagna d’odioabbiamo qui Roberto Gualtieri e gli facciamo domande sulla Meloni…». Tana per Lilli Gruber e ospiti in studio e collegati da remoto. Per Giannini l’affronto è troppo. E intervenendo mentre Sallusti ancora sta parlando, fa sentire la sua voce fuori campo. E fuori sincrono con quanto il direttore di Libero sta spiattellando fuori dal coro. «Ma quale odio, Alessandro? Ma quale odio?»…

Sallusti prova a ri-centrare il mirino: e pone la domanda dalle cento pistole a Gualtieri

Come se quanto accaduto nelle ultime settimane a pochi giorni dal voto rispondesse a una normale e equilibrata dialettica politica. Come se l’aggressività mediatica ostentata verso il candidato sindaco del centrodestra rispondesse a normali criteri di confronto elettorale. Come se quanto accaduto nelle ultime settimane tra inchieste a orologeria. Caccia a fascisti su Marte. E file audio e riprese fatte di nascosto, e diffuse con tempismo sospetto e cronisti infiltrati sotto mentite spoglie di agenti provocatori fossero normali procedure giornalistiche. E, infine, come se potesse passare inosservata la posizione di Gualtieri: all’angolino in veste di convitato di pietra, che la presenza fantomatica della Meloni – assente in studio, ma continuamente evocata – oscura palesemente.

«Non le fa un certo effetto essere diventato sindaco con così pochi voti complessivi»

E così, ci pensa Sallusti a ristabilire ordine e priorità saltate nella scaletta della Gruber. Il direttore si riprende la parola e si rivolge direttamente a Gualtieri: «Volevo fare i complimenti e i miei auguri al neo-sindaco. Ma volevo chiederle: non le fa un certo effetto essere diventato sindaco con così pochi voti complessivi. E, soprattutto, con dei voti che arrivano dall’endorsement di due partiti che in campagna elettorale hanno sostenuto che lei fosse inadeguato? Mi riferisco a Carlo Calenda e M5s…», chiede il direttore.

E la non risposta di Gualtieri chiude il cerchio infuocato di Otto e mezzo…

Gualtieri, abituato ormai dall’inizio della diretta a tacere, prova a organizzare una non risposta. Che poi arriva con il dire: «Io sono stato votato da 565.000 romani, che sono tanti. Ma come ho detto sarò il sindaco di tutti e lavorerò con grande impegno per far ripartire questa città. Rispetto chi non mi ha votato. E da domani sarò il sindaco di tutti», conclude Gualtieri. Andate in pace, sembra essere la chiosa. Ma da sinistra c’è tutto, meno che aria di pacificazione: neppure dopo l’affermazione elettorale...

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