Klaus Davi sul caso Morisi: «Nessuno lo ha difeso perché il mondo gay è succube della sinistra»

lunedì 11 Ottobre 11:29 - di Luisa Perri
Klaus Davi, Luca Morisi

«La comunità omosessuale è succube della cultura cattocomunista per cui i diritti di un gay sono validi e il suo stile di vita è giustificabile solo se appartiene al gregge, al gruppo, alla parrocchia, in altre parole se orbita nell’universo della sinistra. Allora sì viene difeso, altrimenti è scaricato». Klaus Davi parla a Libero del “caso Morisi” e denuncia la sudditanza del mondo Lgbt nei confronti della sinistra.

“Impossibile che nessuno sapesse delle debolezze di Morisi”

Il massmediologo dichiaratamente omosessuale, nell’intervista con Pietro Senaldi, sul caso Morisi ritiene che il mondo gay abbia fatto una figuraccia. «Il mondo gay non lo ha difeso, lasciando che fosse esposto alla pubblica gogna, e gli ha negato anche la minima solidarietà».

elogia professionalmente Luca Morisi. «È un genio della comunicazione, una vita piena di stress, un ragazzo che non ha retto, perché anche il successo lo devi reggere e lui in fondo è un grande talento di provincia, cresciuto a Mantova, ha avuto delle debolezze, come ammette; per me è stato diverso, quando sono arrivato a Milano avevo solo 18 anni, ma avevo già vissuto in tre nazioni straniere».

“Il mondo gay è succube del pensiero dominante progressista”

Davi non si stupisce del party e delle modalità. «La comunità gay è estremamente interclassista, molto meno schizzinosa socialmente di quella eterosessuale: puoi andare con conti e camionisti, manager e camerieri, poliziotti e ministri». Semmai, «forse i suoi amici dovevano metterlo in guardia, dirgli di stare attento. È impossibile che nessuno sapesse».

Sul punto politico, il fatto che lo spin doctor sia finito sulla gogna mediatica è anche un altro.  «Nell’ambito del movimento omosessuale la minoranza di destra non viene difesa, perché manca la cultura liberale, è una realtà succube del pensiero dominante progressista, il mondo gay è una minoranza che pascola e si conforta solo nella maggioranza».

Davi: “Nel caso Morisi qualcosa non torna, la Bestia dava fastidio”

Pietro Senaldi chiede a Davi: “C’è stato un ordine di scuderia di scaricare Morisi?”. «Non è servito – risponde il giornalista – è tutto automatizzato. Siccome organizza campagne anti-immigrati e attacca la Fornero, Letta e Zan, è nemico della sinistra e quindi anche nostro. Questo è stato il ragionamento dell’Arcigay e simili».

Sul caso Morisi, e sul fatto che in appena tre ore sia stato scoperto e denunciato, Davi fa anche supposizioni pesanti. «Forse era “curato” da tempo perché la Bestia aveva scocciato a Roma. Ma devi sapere anche che gli spacciatori sono degli informatori straordinari, hanno bisogno di avere rapporti con le forze dell’ordine per sopravvivere. Chi porta droga porta guai. Del resto, qualcosa non torna, conosco la malavita romena e l’ultima cosa che farebbe è chiamare la polizia».

 

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