Inchiesta di Bergamo, esce il “libro verità” di Ranieri Guerra che fa a pezzi il ministro Speranza

martedì 5 Ottobre 12:24 - di Redazione

Un libro pesante. Che mette in luce tutte le zone d’ombra della gestione della pandemia nel nostro paese. E attacca ad alzo zero l’inerzia del ministero guidato da Speranza. Parliamo del volume di Ranieri Guerra, ex direttore vicario dell’Oms, ex del comitato tecnico scientifico, indagato dalla procura di Bergamo, a oggi nelle libreria. A cui la Verità dedica un’intera pagina.

Il libro di Guerra demolisce Speranza

L’opera (titolo “Bugie, verità, manipolazioni”) di Guerra, coinvolto nell’inchiesta della procura di Bergamo, è  una sistematica demolizione dell’operazione del governo Conte e del ministro Roberto Speranza.  La sua storia con l’Oms è chiusa. “I nostri rapporti sono terminati il 30 giugno per fine contratto”, dice in un’intervista al Corriere del Corriere, negando il fatto che la decisione di lasciare possa essere legata all’inchiesta.

Tutti gli errori del ministro in ritardo

Tanti i buchi neri nella gestione ministeriale della pandemia. A cominciare dal mancato controllo degli ingressi in Italia dopo la circolazione del virus già nel dicembre del 2019. Guerra scrive nel libro che già il 31 agosto 2020 Speranza ricevette un messaggio molto dettagliato della Rappresentanza Italiana (dell’Oms, ndr) a Ginevra. Nel quale si suggeriva di prestare la massima attenzione al voli indiretti dalla Cina. Consiglio non recepito. Avrebbe dovuto tracciare e controllare chi arrivava in volo da Pechino e non lo fece. Avrebbe dovuto preoccuparsi del reperire di mascherine, e non lo fece. 

Il giallo sul piano pandemico del 2006

Altro scivolone l’utilizzo sbagliato del piano pandemico antinfluenzale del 2006 scritto da Guerra. Che, si difende l’ex direttore vicario dell’Oms, “attivato contro il covid avrebbe potuto comunque portare risultato”. L’affondo è feroce.  Insomma Speranza è stato fermo e sempre in ritardo. “Considero il ministro della Salute Roberto Speranza una persona coraggiosa, pulita e in buona fede”, scrive poi Guerra. Che sottolinea di non avere più contatti con il ministro grillino. “Se avessi la possibilità di parlargli ora – dice-  sarebbero diverse le domande che vorrei fargli.

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