Il vizietto della sinistra a caccia di nemici: ora vogliono cancellare la cittadinanza onoraria a Bolsonaro

venerdì 29 Ottobre 14:05 - di Roberto Frulli

Un certo Arturo Lorenzoni, più noto per essere svenuto durante un dibattito politico con Boccia che per essere stato sacrificato dal Pd, come un signor nessuno qualsiasi, nella sfida, persa malamente, contro il presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, si sta dannando l’anima da mesi, poveretto, impersonando, alla perfezione, il vizietto della sinistra di trasformare gli avversari politici in nemici di abbattere, per  togliere al presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, la cittadinanza onoraria che una città, Anguillara Veneta, gli ha concesso giacché gli avi del capo dello stato brasiliano proprio da lì venivano.

Questo signor Lorenzoni, dunque, testa d’ariete del solito Pd che si dice democratico ma non riesce a ficcarsi nella testa che la democrazia e le sue regole vanno rispettate fino in fondo anche quando si perdono le elezioni, sta, dunque, provando da mesi, a farsi notare bussando poverino a tutte le porte nella speranza che qualcuno gli dia retta per fare lo sgambetto a Bolsonaro che ha ben altre questioni di cui occuparsi. Come dicevano  saggiamente i latini, de minimis non curat praetor. E, quindi, il povero Lorenzoni prosegue inascoltato la sua battaglia contro i mulini a vento.

“Sono 60mila i cittadini di origine veneta che attualmente risiedono in Brasile – si accalora Lorenzoni. – In questi giorni in molti mi hanno contattato via Facebook per appoggiare il mio intervento, che è anche quello di tutti i gruppi di opposizione del Consiglio regionale, del Veneto nel quale ho espresso ampie riserve sulla cittadinanza onoraria conferita al presidente del Brasile, Jair Bolsonaro”.

Il sedicente portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, vicino agli ambienti catto-comunisti e ai centri sociali, sventola una lettera aperta scritta, sabato scorso, dal Coordinamento dei missionari italiani tra cui i sacerdoti Fidei donum della diocesi di Padova.

“Riteniamo quanto meno inopportuna questa onorificenza, solitamente attribuita a personalità di altissimo valore, voluta dal sindaco di Anguillara (Veneta, ndr) Alessandra Buoso”, si dispera, inascoltato,  Lorenzoni. Che si stupisce di essere ignorato: “incredibilmente la prima cittadina è andata dritta per la sua strada, nonostante le numerose e qualificate richieste di marcia indietro che stanno giungendo da ogni parte del mondo”. Immaginiamo, tutti appresso al signor Lorenzoni.

“Quali particolari meriti può avere un presidente (eletto con un vero e proprio plebiscito alla guida del Brasile, ndr) che proprio in queste ore viene accusato di crimini intenzionali per come ha gestito la pandemia nel suo Paese?”

Ecco il punto. In Italia, come all’estero, la sinistra cerca sempre di trovare ogni modo per scippare i risultati democratici delle urne. E così, in queste ore, in Brasile, un manipolo di parlamentari di sinistra sta tentando di ribaltare l’esito elettorale che ha portato Bolsonaro alla guida del Brasile, accusandolo di “crimini contro l’umanità” per aver contestato le aziende farmaceutiche ed i vaccini nella gestione della pandemia.

E, dunque, Lorenzoni prova a prendere con una fava due piccioni.

“Un tempismo perfetto da parte dell’amministrazione locale, che pare non aver compreso quanto la figura di Bolsonaro sia discussa a livello internazionale”, dice l’ex-candidato Pd contestando la cittadinanza onoraria e, al contempo, facendo l’eco ai suoi amici di sinistra brasiliani che vorrebbero far processare Bolsonaro addirittura dalla Corte di Giustizia dell’Aja.

Lorenzoni si rivolge quindi alla Regione Veneto affinché “affronti il tema di una possibile, e auspicabile, revoca del provvedimento, nella fattispecie interpellando a sua volta il Municipio padovano”.

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