Il “terzo pollo”: dopo Mastella e Grillo anche Calenda sogna la fine del bipolarismo

martedì 26 Ottobre 16:48 - di Redazione
Calenda

Azione si tinge di verde e di blu affinché la svolta sia visibile sin nel nuovo simbolo (nella foto). Quasi a certificare che nella «seconda fase» del suo piccolo partito Carlo Calenda crede veramente. La presentazione poche ore fa  nella sede della Stampa estera. Un’occasione per illustrare lo state dell’arte dopo il primo posto conquistato a Roma nelle recenti elezioni amministrative. Un risultato certamente lusinghiero che lo stesso Calenda spiega con la particolare composizione del suo elettorato: «Metà nel centrosinistra e l’altra nel centrodestra o non collocato». Infatti il bello viene ora, quando si tratterà di assumere posizioni concrete. Ma di tanto è perfettamente consapevole. «Oggi – ha infatti detto – la grande sfida è andare oltre Roma e farlo con la stessa metodologia, stando molto su fatti e molto poco sull’ideologia».

Calenda presenta il nuovo logo di Azione

Si comincia giovedì dal Nord-est: Padova, Vicenza, Venezia. Del resto è qui che gli elettori del Pd lo hanno votato per esserne rappresentati al Parlamento di Strasburgo. Piccolo partito, grande ambizione. La scommessa di Calenda è infatti «aggregare nella prossima legislatura una coalizione che metta insieme le grandi famiglie politiche europee e proseguire con Draghi dopo Draghi». Facile a dirsi, più difficile a farsi. Perché la sua scommessa punta sullo scioglimento delle due coalizioni storiche, che hanno già azzerato la pretesa terzopolista dei 5Stelle. Al punto che Enrico Letta non fa mistero di volerli annettere nel “nuovo Ulivo“.

«Sì al proporzionale con sbarramento»

Una prospettiva che non convince affatto il leader di Azione. «L’idea dell’Ulivo – obietta – è guardare la politica dal retrovisore. La pandemia ha diviso la politica in modo diverso, sui fatti». Il “fatto” cui Calenda allude è Draghi. lo definisce «uno straordinario veicolo» a disposizione di Letta e di Berlusconi. Serve al primo a liberarsi dei 5Stelle e al secondo dei sovranisti. «Spezzate questa dipendenza. Abbiate coraggio, ci vuole una larga coalizione di persone serie anche nella prossima legislatura, non di populisti», esorta rivolgendosi ai leader di Pd e Forza Italia. Per questo s’intesta l’idea di una legge elettorale proporzionale con sbarramento al 5 per cento. L’ultimo accenno Calenda lo riserva al futuro inquilino del Quirinale:  «È meglio Gentiloni, che conosce il Pnnr. E che Draghi continui a fare questo lavoro».

 

 

 

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