I dubbiosi del vaccino? Sono il 20% della popolazione, proviamo a convincerli

mercoledì 6 Ottobre 16:35 - di Fabio Silvestri

Mai avremmo pensato che, nel ventunesimo secolo, potessimo ancora avere problemi con la democrazia nei Paesi occidentali. Ovviamente la nostra è una provocazione, ma non è molto lontana da quanto pensano tanti cittadini contrari a green pass e vaccinazioni. Il problema, secondo noi, non è la volontà dei singoli, quanto una campagna mondiale a favore del vaccino, la quale, pur non avendo il carattere della obbligatorietà, lascia molti dubbi soprattutto in quanti ritengono che, evidenze scientifiche, farebbero risultare il vaccino pericoloso o quanto meno inefficace, lasciando molti interrogativi sugli effetti di lungo termine.

Il vaccino è una scelta personale

Noi ovviamente non abbiamo le conoscenze per avvalorare questa o quella tesi, ma ci pare fuorviante l’assioma secondo cui i no vax stanno a destra e i pro vax a sinistra. Secondo noi, in assenza di una legge che obblighi il cittadino, siamo nel campo delle scelte personali, condivisibili o meno, ma garantite dalla Costituzione, quello strumento il cui rispetto troppo spesso è invocato, ma al pari disatteso. Il buon senso indurrebbe riflessioni un tantino più profonde visto che il 20% della popolazione si dichiara contraria alla vaccinazione e buona parte di quelli vaccinati l’hanno subita contrariamente alle loro convinzioni.

Licenziare chi non si vaccina non è esercizio di democrazia

Dire ad un lavoratore di vaccinarsi pena il licenziamento, non è propriamente un esercizio di democrazia, dire ad un genitore di un bimbo di materne o elementari, che non può entrare a scuola senza green pass, appare un ricatto odioso, tuttavia la cosa sconcertante è l’abuso del termine collettività in senso lato. In nome di essa, un funzionario di polizia subisce un’azione disciplinare per aver manifestato da libero cittadino la sua contrarietà, colui che non si vaccina sta per subire una vera e propria limitazione della libertà, e con lui i suoi familiari magari vaccinati. Vorremmo capire la ratio per la quale un vaccinato è innocuo, un non vaccinato no, eppure la scienza ci dice che entrambi sono potenzialmente infettivi, la differenza è nelle conseguenze personali, ma credo non sia possibile obbligare qualcuno a curarsi se non vuole.

Anche il vaccinato non tamponato può essere inconsapevolmente fonte di contagio

L’assurdo è che il tamponato giornaliero negativo non è sicuramente malato, il vaccinato non tamponato potrebbe esserlo inconsapevolmente. Come al solito il nostro è il paese delle contraddizioni, dove si grida all’apologia di reato se un ragazzotto magari un po’ tonto fa il saluto romano, ma se migliaia di persone sfilano per gridare il proprio disappunto, nessuno ne parla e molti supinamente subiscono.

I dubbiosi vanno convinti, ma non criminalizzati

Ignorare il virus o peggio ancora dubitare della sua pericolosità è stupido, ma è altrettanto sconcertante ignorare, obbligare, vessare, ricattare i tanti dubbiosi o se vogliamo impauriti dalla situazione. Secondo noi il popolo va convinto, soprattutto coloro che si pongono dubbi e che non sono tutti degli sprovveduti, non va obbligato ed impaurito, perché questo atteggiamento potrebbe sortire effetti controproducenti. Ai tanti professoroni da bar che spesso, anche in una questione di coscienza, vedono l’occasione per uno scontro politico, direi di aver rispetto per le opinioni altrui, soprattutto se queste riguardano la salute anche mentale di tutti noi.

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