Green Pass: Lamorgese alla Camera, risposte omissive e surreali sugli scontri. E si scatena la bagarre (video)

martedì 19 Ottobre 16:25 - di Roberto Frulli
rave party

Un discorso completamente sconclusionato e fuori dalla realtà quello del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che, rispondendo nel corso dell’informativa urgente alla Camera sulla disastrosa gestione dell’ordine pubblico nelle centinaia di manifestazione anti Green Pass – in particolare quelle di Roma, Trieste e Milano – ha fatto una narrazione più che lunatica, surreale, distorta, vergognosamente omissiva facendo saltare sulla sedia numerosi parlamentari increduli e attoniti di fronte alle parole del titolare del Viminale e scatenando una bagarre in aula.

La Lamorgese è arrivata a sostenere che le piazze della protesta anti-Green Pass sono state gestite con equilibrio nonostante i centinaia di video che circolano in rete la smentiscano.

”La percentuale delle iniziative di protesta” che nel periodo 18 luglio-22 ottobre hanno fatto registrare episodi di rilievo sotto il profilo della sicurezza pubblica ”si attesta al 3,4%, riguardando solo 52 manifestazioni”, ha cercato di giustificarsi la Lamorgese.

“Il principio per cui l’ordine in piazza deve sempre essere gestito con equilibrio, lo ritengo un elemento cardine della democrazia, – ha filosofeggiato la ministra già finita sotto attacco per aver consentito il 9 ottobre scorso l’assalto alla Cgil lasciando solo un pugno di poliziotti a guardia dell’edificio – un principio a cui le forze di polizia si stanno attenendo, e non da oggi, e che risulta imprescindibile se non vogliamo che tra chi manifesta e chi ne difende il diritto a manifestare si crei una pericolosa cortina di ostilità e diffidenza”.

Poi l’ammissione: “È palese che non si sia riuscito a contenere tutti i propositi criminali, da cui era mossa la parte violenta dei manifestanti, specie quella istigata dagli elementi più politicizzati e in conseguenza dei quali c’è stata una grave turbativa dell’ordine pubblico”.

”Le altre manifestazioni’‘ anche quelle annunciate sui social network ”avevano fatto registrare presenze assai contenute. Quella del 9 ottobre inaspettatamente – arriva a dire la Lamorgese per giustificare la sua incapacità – ha attirato un numero di partecipanti più che triplicato rispetto a quello previsto”.

”Peraltro – aggiunge gettando la croce sulla Digos e sui reparti dell’intelligence interna – l’assenza di elementi informativi di qualsivoglia fonte non ha consentito di prefigurare un indice di partecipazione così anomalo rispetto ai precedenti”.

Quanto all’assalto alla Cgil la Lamorgese tenta, senza ovviamente riuscirci, di smentire la verità emersa dai video che hanno visto tutti gli italiani e che sono stati mostrati da Nicola Porro nella sua trasmissione dove appare evidente che l’annuncio di “prendere la sede del sindacato” era stato fatto da Castellino dal palco oltre un’ora prima.

”L‘intenzione dei manifestanti di dirigersi verso la sede sindacale non è stato il frutto estemporaneo dell’incitamento di Castellino” bensì forse ”è emersa già prima poiché oggetto di una esplicita richiesta di valutazione delle autorità di polizia che intanto avevano invitato i manifestanti ad attendere anche al fine di indicare loro eventuali percorsi e siti alternativi. Alle 16.45 senza che fosse stata accordata alcuna autorizzazione circa 3mila manifestanti ha iniziato a muoversi in corteo verso piazzale Flaminio con l’intenzione di raggiungere piazzale del Brasile”.

Anche qui non si capisce come la Lamorgese possa sostenere che sia stata solo Forza Nuova, che non conta certo a Roma 3.000 esponenti.

Ecco allora che la ministra dell’Interno espone la sua tesi per cercare di far quadrare i conti facendo, però, ancora più pasticci.

La manifestazione del 9 ottobre , sostiene la Lamorgese, ha visto una partecipazione ”composita ed eterogenea accanto a esponenti di gruppi e movimenti politici appartenenti sia alla destra radicale che alla galassia della sinistra antagonista e alla componente anarchica”.
Ma, a questo punto, la domanda è d’obbligo: perché sono stati arrestati solo esponenti di Forza Nuova e non anche quelli della galassia della sinistra antagonista e della componente anarchica?

C’è stato un doppiopesismo? E, soprattutto, a questo punto, visto che la narrazione è cambiata completamente, non sarà il caso che la ministra chieda conto ai suoi alleati di sinistra al governo dei manifestanti violenti della sinistra antagonista e degli anarchici che, da sempre, la sinistra italiana coccola e protegge?

La narrazione si fa ancora più spericolata quando la Lamorgese affronta il tema degli agenti infiltrati negando spudoratamente l’evidenza dei video, in particolare di un agente in borghese, pelato, che, dapprima, spinge, insieme ad altri manifestanti un furgone della polizia nel tentativo di ribaltarlo e poi, sempre ignaro di essere ripreso dai telefonini dei presenti, picchia duramente a calci e pugni un manifestante a terra.

“Si è adombrata l’ipotesi della possibile presenza in piazza di agenti infiltrati tra i manifestanti. Sento di dover escludere anche questo inquietante retroscena“, arriva a dire la Lamorgese. – Nel dispositivo era prevista, come normalmente, la presenza di agenti in borghese appartenenti alla Digos con compiti di osservazione e monitoraggio e anche di mediazione con i manifestanti”.

“Agli stessi compiti era addetto anche l’operatore di polizia che in abiti civili compare in alcune immagini diffuse sui social presente all’azione di alcuni esagitati che intendevano provocare il ribaltamento di un furgone polizia. In realtà – cambia le carte in tavola la Lamorgese interrotta dal vociare dell’Aula, poi richiamata al silenzio dalla presidente Casellati – l’operatore stava verificando che la forza scaricata sul mezzo non riuscisse effettivamente nell’intento”.

”Si tratta dello stesso agente che più tardi, aggredito da un manifestante da lui arrestato e tuttora in stato di detenzione, ha reagito in modo scomposto – dice la Lamorgese senza essere in grado di dimostrare la sua versione surreale. – Per questo motivo si è autosegnalato e ora la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria“.

“Lei oggi ci poteva raccontare la verità – ha risposto duramente alla Lamorgese il capogruppo di FdI, Lollobrigida. – Fdi non smetterà di chiederla, lei dovrà rispondere di ogni riga, di ogni rapporto, di oggi foto perché noi davvero continuiamo a pensare che Fn, sia strumentale e che rispunti ogni volta ce n’è necessità, durante una campagna elettorale per annebbiare la vista agli elettori, per spaventare la gente. Siamo convinti che tutte le organizzazioni eversive vadano sciolte, all’estrema destra come all’estrema sinistra che evidentemente voi continuate a coprire”.

“Abbiate il coraggio di definirle con il loro nome: ‘organizzazioni comuniste’, quel totalitarismo che ha messo in ginocchio e massacrato popoli – rincara la dose Lollobrigida. – La campagna elettorale è passata. D’ora in avanti avremo modo di capire meglio le responsabilità, le connivenze e se in Italia esiste un tentativo di utilizzare le forze eversive per stravolgere il sistema democratico”.

Giudicheranno gli italiani, come giudicheranno le menzogne e la vigliaccheria di chi oggi ha rappresentato un governo, che tenta in ogni modo di restare al proprio posto anche di fronte ai fallimenti di una ministra inadeguata come Lamorgese“, ha tuonato il capogruppo di FdI alla Camera.

 

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