Grecia, Danimarca e Austria tra i 13 Paesi Ue che chiedono il muro anti migranti. Sassoli minaccia ritorsioni

sabato 9 Ottobre 10:12 - di Luisa Perri
muro Ue

“Dobbiamo adottare misure drastiche contro i populisti. Dobbiamo lasciarli senza fondi”. David Sassoli, presidente del parlamento europeo minaccia ritorsioni ai 13 Paesi Ue che intendono costruire un muro nei loro confini, per fermare i migranti.

Le maniere forti evocate dall’europarlamentare eletto col Pd non tiene conto di un dato ignorato dai nostri media. Le dodici (più la Slovenia che non ha firmato per ragioni di protocollo Ue) nazioni che hanno chiesto fondi Ue non sono tutte democrazie giovani come gli ex Paesi del blocco sovietico, ma a presentare la richiesta figurano anche i governi di Atene, Vienna e Copenaghen. 

Anziché indagare sulle ragioni della richiesta, Sassoli, come un gerarca comunista dell’Unione sovietica replica con gli slogan. Con le frasi quelle sì, populiste. Lo fa attaccando la Polonia, che ha scelto di far prevalere le leggi nazionali rispetto ai diktat Ue. L’ex conduttore del Tg1 minaccia le misure forti. Con la Polonia «saremo inflessibili» perché in gioco ci sono «la nostra convivenza, i nostri valori e il futuro dell’Unione». 

I Paesi Ue che vogliono il muro sono nei fatti 13 e non 12

A gettare nel panico Sassoli e i vertici Ue ci hanno pensato Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, e Slovacchia, con la lettera comune che chiede risorse Ue per le barriere, a detta loro «un’efficace misura di protezione». A loro si è unita nei fatti la Slovenia. Lubiana non sottoscrive l’iniziativa per ragioni istituzionali, in ragione della presidenza di turno del Consiglio che detiene. Ma «ho sostenuto pubblicamente questa lettera».

Molti giornali citano come modello allarmante quello dell’America di Donald Trump, vale a dire Stati che erigono muri anti-migranti lungo la frontiera. Omettono però di citare che i muri anti migranti vanno di moda anche ai tempi della presidenza di Joe Biden. Basta vedere che cosa sta accadendo coi migranti di Haiti, respinti in massa dal Texas, con il supporto delle autorità federali. Ma tutto questo, a Bruxelles, fanno finta di non vederlo.

 

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