Fratelli d’Italia primo partito a Roma. Michetti: “Le periferie hanno votato poco ma bene”

lunedì 4 Ottobre 21:04 - di Adriana De Conto
FdI primo partito a roma

Fratelli d’Italia è il primo partito a Roma e ha avuto un ruolo fondamentale nel trainare la coalizione del centrodestra a sostegno di Michetti. Secondo la III proiezione Swg La7, con una copertura del 37%, a Roma Fdi è il primo partito con il 18%. Il Pd si attesta al 14,8%, con un grande distacco; e il Movimento 5 Stelle è all’11,1%. La coalizione di centrodestra è al 32,9% mentre il candidato sindaco Enrico Michetti si attesta al 31,5%. La Lega si ferma al 6,5%, Forza Italia-Udc al 3,7%; la Lista Michetti è al 2,8%, Rinascimento e Cambiamo all’1,7% e il Partito liberale europeo allo 0,2%.

Fratelli d’Italia primo partito a Roma

La coalizione di centrosinistra secondo i dati che arrivano è al 27% mentre il candidato Roberto Gualtieri si ferma al 26%. Il Pd è al 14,8%, la Lista Gualtieri al 5,8%, Sinistra Civica Ecologista al 2,2%, Europa Verde all’1,20%, il Psi allo 0,3%, e le altre liste 2,70%. La coalizione Raggi arriva al 18,5% mentre la sindaca uscente raggiunge il 20%. Il Movimento 5 Stelle è all’11,1%, la Lista Raggi al 4,7%, Roma Ecologista all’1%, Sportivi per Roma allo 0,7%, Con le donne per Roma allo 0,6% e Roma decide allo 0,4%.

Michetti: “Parlerò a tutti i romani”

Michetti si presenta visibilmente soddisfatto. Bisogna crederci. Racconta di una campagna elettorale ricca di  umanità e partecipazione: “Nelle piazze ho trovato un calore travolgente”. Prosegue intanto il lungo scrutinio dei voti. Mentre il candidato del centrodestra parla, arrivano i dati ufficiali del Viminale. Sono  relativi allo spoglio di 433 sezioni sulle 2.603 totali e dunque a circa un sesto dello scrutinio. I dati vedono in testa  Enrico Michetti con il 31,2%. Segue  Roberto Gualtieri con il 26,8%. Mentre la sindaca uscente Virginia Raggi  ottiene finora il 20,5% e Carlo Calenda il 17,5% dei voti.

“Temo l’astensionismo: le persone devono essere più coccolate”

Ora bisogna coniugare i tempi al futuro. Michetti ha ribadito quella che sarà la sua specificità: “Roma è immobile, va riaccesa la macchina amministrativa”. Deluso dalla scarsa affluenza alle urne nella periferia di Roma? “No”, risponde. “Le periferie hanno votato poco ma bene”. Registriamo “una delusione che viene da anni di amministrazione che non li ha soddisfatti. C’è tanta insicurezza, c’è tanto scetticismo, non è semplice. Ma noi siamo andati lì con una proposta concreta: quella di istituire un assessorato, di portare l’innovazione tecnologica”. Lo ha detto il candidato sindaco del centrodestra Enrico Michetti, al suo comitato elettorale.

E ora al ballottagio si apre un’altra partita. “Temo l’astensionismo, le persone devono  essere più coccolate”, dice informando fin da ora quale sarà il suo impegno in queste due settimane che ci separano dallo scontro finale. “La città ha bisogno di infrastrutture, pacificazione, serenità” per poter lavorare a un progetto dui Capitale degno di questo nome. “Mi rivolgerò a tutti i romani“.

 

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