Ercolano, ritrovato tra gli scavi lo scheletro dell’ultimo fuggiasco. Forse un soccorritore

16 Ott 2021 12:48 - di Redazione

Ritrovato l’ultimo fuggitivo di Ercolano. È stato scoperto tra gli scavi lo scheletro  mutilato di uomo. Che la potente eruzione del Vesuvio ha fermato a un passo dal mare. A 25 anni dagli ultimi scavi,  arriva una scoperta (documentata in esclusiva dall’Ansa) che porterà nuova luce sugli ultimi momenti di vita di Ercolano. Seppellita come la vicina Pompei dall’eruzione del 79 d.C.

Ercolano, trovato lo scheletro dell’ultimo fuggiasco

“Un ritrovamento da cui ci aspettiamo moltissimo”, sottolinea il direttore Francesco Sirano.  Dal 2017 alla guida del Parco Archeologico, patrimonio dell’Umanità. I resti dell’uomo, un maschio di età matura, tra i 40 ed i 45 anni, sono stati trovati alla base dell’altissimo muro di pietra lavica che costeggia la spiaggia.

Un uomo tra i 40 e i 45 anni, forse un militare

Riverso con la testa all’indietro in direzione del mare. E  circondato da pesanti legni carbonizzati. Persino la trave di un tetto che potrebbe avergli sfondato la testa. Le ossa appaiono di un rosso acceso. “È  l’impronta lasciata dal sangue della vittima”, dice l’archeologo. Spiegando che si tratta di una conseguenza del particolarissimo processo di combustione provocato a Ercolano dalla corrente di magma, cenere e gas arrivata dal Vesuvio.

Ritrovamento prezioso per la verità sull’eruzione

Il teatro è quello dell’antica spiaggia di Ercolano. Dove nell’ultima sistematica campagna di scavi vennero riportati alla luce i resti di più di 300 fuggiaschi. Che avevano cercato riparo nell’attesa di essere portati in salvo dalla flotta di Plinio il Vecchio. I nuovi scavi – riporta l’Ansa –  sono legati all’allestimento di un percorso. Che consentirà ai visitatori di raggiungere la monumentale Villa dei Papiri. E ripercorrere l’antica passeggiata sul lungomare. E  che ancora oggi rimane l’unico fronte a mare completamente conservato di una città romana.

Giallo sull’identità, lo scavo prosegue in laboratorio

“Potrebbe trattarsi di un soccorritore”, spiega Sirano. “Un compagno dell’ufficiale di Plinio. Che negli anni ’80 era stato trovato ad una ventina di metri di distanza. Oppure uno dei fuggiaschi. Che si era allontanato dal gruppo per raggiungere il mare. Sperando di riuscire a imbarcarsi su una delle lance di salvataggio. Tante le ipotesi sul tappeto circa l’identità dell’uomo. Ora lo scheletro verrà ora rimosso con l’aiuto di speciali lame di metallo. Insieme ad una porzione più grande della roccia lavica nel quale è incastonato. E lo scavo proseguirà in laboratorio.

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