Delitto dell’Olgiata, torna libero dopo dieci anni il killer della contessa. Il figlio: «È aberrante»

venerdì 8 Ottobre 9:14 - di Mia Fenice
Delitto dell'Olgiata

Tra pochissimi giorni Manuel Winston Reyes, il filippino, maggiordomo, protagonista del delitto dell’Olgiata, sarà scarcerato. A trent’anni dall’uccisione della contessa Alberica Filo Della Torre, l’uomo il 10 ottobre varcherà il cancello d’uscita del penitenziario per non farvi più ritorno dopo dieci anni dalla sua condanna per omicidio.

Reyes, era stato condannato a 16 anni di reclusione il 14 novembre del 2011, sentenza confermata il 9 ottobre del 2012. L’ex maggiordomo ha perciò beneficiato di una serie di sconti che ne hanno ridotto la pena, dato che sarà liberato la prossima settimana. Come riporta Il Messaggero, la giustizia aveva impiegato vent’anni per individuarlo quale unico responsabile dell’omicidio avvenuto il 10 luglio del 1991.

Delitto dell’Olgiata, la rabbia del figlio della contessa

Il figlio della contessa Manfredi Filo Della Torre non nasconde la sua amarezza. Si legge ancora nel quotidiano romano, «sapere che per un omicidio si scontano solo dieci anni è aberrante», dice il figlio.  «Capisco – aggiunge l’uomo – il garantismo, le tutele ma ricordo a tutti che Reyes è un assassino che non si è mai pentito per ciò che ha fatto ed è stato individuato come l’unico responsabile dopo vent’anni dall’omicidio grazie a mio padre». «È stato incastrato – spiega Filo Della Torre – solo dopo le indagini private di mio padre, non ci fosse stato lui non sarebbe mai stato scoperto. Devo dire – conclude – che provo una profonda amarezza per un sistema che non è stato in grado di individuare il colpevole e poi dare la giusta pena».

Delitto dell’Olgiata, la vicenda

Come riporta l’Adnkronos, a Roma batte un sole torrido la mattina del 10 luglio del 1991. Alberica Filo della Torre, 42 anni, come riporta l’Adnkronos, è sposata con Pietro Mattei, un costruttore. Nell’elegante villa a nord della Capitale, all’Olgiata, si preparano per una festa. La coppia, quella sera, vuole celebrare, con amici e parenti, i dieci anni di matrimonio. È un andirivieni di uomini e donne indaffarati per organizzare il ricevimento. Ma quel 10 luglio del 1991 non ci sarà nessun party. Il ritrovamento del cadavere di Alberica Filo della Torre, nella sua camera da letto, sancisce l’epilogo di una giornata di festa mai iniziata e l’inizio di un giallo, ribattezzato il delitto dell’Olgiata.

Le indagini

Una tragedia in cui precipitano i figli e il marito della contessa. Non c’è un testimone che ha visto o sentito alcunché. Inizialmente i sospetti cadono su due uomini, che vengono fermati, salvo poi essere rilasciati in poco tempo. Il primo è il figlio di un’insegnante di sostegno che lavora nella villa, definito come persona violenta. Il secondo è un ex cameriere, il filippino Manuel Winston Reyes, da poco tempo licenziato perché ha il vizio dell’alcol.

La riapertura dell’inchiesta nel 2007

Entrambi vengono scagionati. Ecco allora che gli investigatori seguono le piste più suggestive, complotti, fondi neri, servizi segreti, depistaggi, conti esteri miliardari e tangenti. La verità è più semplice. Ed è dietro l’angolo. Forse nessuno avrebbe pagato per l’assassinio della contessa se suo marito, Pietro Mattei, non avesse con caparbietà spinto gli investigatori a non mollare la presa. È stato lui a far riaprire l’inchiesta nel 2007. Una macchia di sangue sul lenzuolo con il quale l’omicida aveva avvolto la donna tanti anni prima e il Rolex della contessa sporco di sangue sono le due prove che dimostrano che l’ex maggiordomo, grazie al test del dna, è l’assassino. «Mi tolgo un peso che mi portavo dietro da vent’ anni» dirà Manuel Winston dopo il suo arresto. La prossima settimana sarà di nuovo un uomo libero.

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