Ddl Zan, tempesta contro Mattia Feltri reo di avere detto che gli omofobi sono già puniti per legge

giovedì 28 Ottobre 18:59 - di Redazione
Mattia Feltri

Contro Mattia Feltri, direttore di Huffington Post, si è scatenata via social oggi la cosiddetta “tempesta di insulti”. Uno shitstorm in piena regola, che coinvolge anche il padre Vittorio. Al centro c’è sempre il famigerato ddl Zan o meglio la delusione dei fan della legge che non hanno digerito il voto di ieri del Senato.

Ma cosa ha scritto Mattia Feltri di tanto “scandaloso”? Sulla prima pagina della Stampa, oggi, ha esordito così: “Sono una brutta persona  e non mi posso trattenere. No – aggiunge- picchiare, aggredire e insultare è vietato, pure senza ddl Zan e indipendentemente dalle inclinazioni sessuali del picchiato o dell’aggredito. Se il picchiato o l’aggredito è tale proprio a causa delle sue inclinazioni sessuali, la punizione è già adesso, pure senza ddl Zan, più severa (mai sentito parlare dei futili e abietti motivi?). Si voleva soltanto introdurre punizioni ancora più severe delle punizioni già più severe: potrà piacere, ma è tutto un altro discorso“.

In pratica, sottolinea Feltri, le aggressioni omofobe sono già punite severamente. Non c’era bisogno di nuove norme. “Però il punto è un altro – conclude – sono una brutta persona e proprio non capisco questa ambizione di vietare l’odio per legge (odiare non è un diritto, dicevano gli striscioni). Sarebbe come vietare per legge l’invidia o la viltà, cioè la natura umana. E infatti vorrei dire a chi ieri – anche lì, parlamentari, giornalisti e intellettualità varia – ha definito vigliacchi, miserabili, incivili, ignobili, orribili, retrogradi e vomitevoli gli avversari del ddl Zan, ecco, vorrei dirgli di tenerselo stretto il diritto all’odio“.

Mattia Feltri così è diventato subito per i social non uno che ha detto che la natura umana non si cambia per legge ma uno che giustifica il diritto all’odio. E gli “odiatori” buoni e umani si sono scatenati contro di lui, coinvolgendo negli insulti anche il padre. “Se non volete vomitare – scrive uno – non leggete Mattia Feltri stamattina. Disgustoso. Se sei nato nell’odio e difficile che te ne liberi, e puoi solo illuderti che l’ebbrezza di fare l’intellettuale contro, la brutta copia di Giovanni Papini, ti possa ridare quello che la vita ti ha tolto”.

E un altro: “No, caro Mattia Feltri: odiare persone omosessuali, bisessuali e transessuali è solo nella “natura umana” di chi ha ricevuto un’educazione retrograda e ottusa. Per fortuna, non tutti abbiamo avuto un padre come il tuo”. E ancora: “Comunque Mattia Feltri fa outing nel suo editoriale, è realmente una brutta persona”. E così di tweet in tweet dimostrando appunto ciò che Mattia Feltri ha scritto: l’odio esiste. Sui social, poi, è addirittura sovrabbondante. 

 

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