Crosetto: «Basta nostalgismi, FdI guarda al futuro. Meloni leader del centrodestra è nei fatti”

venerdì 8 Ottobre 8:40 - di Eugenio Battisti

Crescere per non essere attaccabile. È la missione del centrodestra, che deve ritrovare le ragioni per presentarsi unito, con parole d’ordine, strategia e metodi comuni. Parola di Guido Crosetto, che in una lunga intervista a Repubblica fa l’analisi del voto e dello stato di salute dei partiti in campo. Il risultato delle urne non lo ha sorpreso. Il monito del fondatore di Fratelli d’Italia è chiaro: smontare con i fatti la narrazione degli avversari di non avere una classe dirigente all’altezza. “Da qui alle politiche – avverte – bisogna prepararsi a rispondere al racconto che verrà fatto giorno dopo giorno. Da chi vuole che il centrodestra perda. E da chi è disposto a mettere insieme tutto e il contrario di tutto pur di vincere». Non nasconde la crisi della coalizione che deve ripartire e puntare a battaglie comuni: dalla giustizia al salario minimo, alla riforma del mondo del lavoro, alla tassazione. “Ce ne sono mille di temi”.

Crosetto: Draghi ha messo in crisi i partiti

Il cosiddetto metodo Draghi ha messo in difficoltà tutti i partiti, meno Fratelli d’Italia, ma vale per tutti. Il sistema messo in piedi dall’ex governatore della Bce ha messo in crisi il modello democratico e partitico. Poi – osserva Crosetto – la capacità di reazione di alcuni partiti è diversa. La sinistra più attrezzata, la Lega più ingenua secondo il fondatore di FdI, amico personale di Giorgia Meloni. Che ieri ha partecipato a Piazzapulita dove è andato in onda la seconda puntata dell’inchiesta-fango di Fanpage sull’estrema destra milanese.

“Il Pd fa buon viso a cattivo gioco”

Il Pd ad esempio è cintura nera nel fare buon viso a cattivo gioco” al metodo Draghi. La Matteo Salvini continua nel suo atteggiamento di lotta e di governo ma non lascerà l’esecutivo, “non può farlo”. Gli strappi periodici, l’ultimo quello sulla delega fiscale, sono “un po’ è frutto del suo carattere, ma è anche una tattica comune anche alla sinistra. “Magari nel Pd sono più scafati – sorride Crosetto –  e non si espone direttamente il segretario ma un ex ministro. Comunque lui è quello che ha più difficoltà anche perché una parte di maggioranza gli è chiaramente ostile”.

Letta pronto a fare entrare tutti nel Pd

Quanto a Letta e al nuovo corso del Pd, l’imprenditore ex sottosegretario non ha dubbi. “Cercherà magari di far entrare nel nuovo Ulivo M5S, Renzi, Calenda, Leu ma pure Fi, Gianfranco Rotondi, Maurizio Lupi.  Fosse per lui metterebbe insieme il 100% dell’arco parlamentare…”.

Il voto non ha scalfito i leader del centrodestra

Chi è il leader o il partito guida del centrodestra oggi? «Mi pare ne abbia ancora tre, leader uccisi da questo voto non ce ne sono”, dice Crosetto all’indirizzo di chi ha parlato di sconfitta epocale del centrodestra. “Se però la guida va a chi ha più consenso, oggi è Giorgia Meloni ad averlo. L’anno scorso lo aveva Salvini, cinque anni fa Silvio Berlusconi». Tramontata del tutto, invece, l’ipotesi della federazione tra Lega e Forza Italia. “Il tema è mettere insieme forze diverse, con peculiarità e sensibilità diverse in una coalizione, non in un partito”.

“Un ventenne nostalgico mi fa schifo”

Parole dure verso i nostalgici del fascismo? “Non sono organici a Fdi e non è folclore. Uno che posta la sua foto col saluto romano fa per prima cosa un danno a Meloni. Sono atteggiamenti cretini e pericolosi che inquinano un partito. Poi mi lasci dire: un ventenne nostalgico oggi mi fa schifo e anche un po’ pena”.

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