Cgil, Meloni inchioda Lamorgese: «Lo avete consentito. È tornata la strategia della tensione» (video)

mercoledì 13 Ottobre 16:27 - di Viola Longo
lamorgese

Poche, puntuali domande che avrebbero consentito di dipanare i dubbi e, soprattutto, le ombre sui fatti di sabato a Roma. Sono quelle che Giorgia Meloni ha rivolto al ministro Luciana Lamorgese nel corso del Question Time di oggi alla Camera. La risposta della titolare del Viminale, però, ha sottolineato la leader di FdI, è stata «non solo insufficiente, ma offensiva». «Lei ci è venuta a raccontare che quello che è accaduto è stato volutamente permesso, per calcolo». «Siamo tornati – ha quindi constatato Meloni – alla strategia della tensione».

Le domande di Meloni a Lamorgese

«Lei sapeva che c’erano anche delinquenti interdetti alla partecipazione a manifestazioni perché pericolosi per l’ordine pubblico? Era stata avvertita dell’annuncio, prima sui social e poi in piazza dal palco, sulla loro intenzione di assaltare la sede della Cgil? Lei conosceva la natura dell’organizzazione Forza Nuova, che si dichiara neofascista e a cui queste persone appartengono? In piazza c’erano anche agenti infiltrati? Se lei aveva queste informazioni perché non ha protetto tanto la Cgil quanto le persone che legittimamente manifestavano contro un provvedimento del suo governo?», sono state le domande rivolte da Meloni a Lamorgese. «Una volta tanto, ministro, la verità», ha quindi esortato la leader di FdI, sottolineando che «nella lista infinta della sue inadempienze figura anche la vergogna della devastazione a Roma sabato scorso».

Lamorgese schiva le domande

Tanto puntuali sono state le domande, però, tanto evasiva è stata la risposta. Lamorgese, infatti, si è di fatto trincerata dietro l’informativa che renderà in Parlamento il 19 ottobre e alle relazioni che attende dal capo della polizia e dal prefetto di Roma, limitandosi a riferire fatti già noti sulla figura di Giuliano Castellino. Quanto alla gestione della piazza, ha sostenuto che i responsabili dell’ordine pubblico ha deciso di non intervenire per paura che si scatenassero disordini e violenze «da parte dell’interessato e dei suoi numerosi sodali». E in questo si è esaurita la risposta del ministro, che ha solo aggiunto un altro fatto noto, ovvero che lo scioglimento di Forza Nuova è fatto «complesso e delicato» e che è «attualmente alla particolare attenzione del governo e della magistratura».

Meloni: «Una risposta offensiva»

Dunque, Lamorgese di fatto ha evitato di fornire risposte che potessero aiutare a chiarire i fatti di sabato e a spiegare perché il Viminale non abbia messo in campo azioni preventive per evitarle. «Questa risposta – è stata la replica di Meloni – non è semplicemente insufficiente, è offensiva delle forze dell’ordine, perché la scena di 7 agenti lasciati a prendere bastonate davanti sede Cgil è indegna; delle persone che vogliono manifestare pacificamente contro questo governo; è offensiva di questo Parlamento, che non è fatto di imbecilli».

«Siamo tornati alla strategia della tensione»

«Lei – ha proseguito Meloni – viene qui e ci dice che sapeva e non ha fatto nulla. Se fino a ieri potevamo pensare che il problema fosse una sua sostanziale incapacità, oggi la tesi che ci viene a raccontare in questa aula è un’altra ed è molto più grave: quello che è accaduto sabato è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni più bui della storia italiana. Calcolo, è stato calcolo. Siamo tornati alla strategia della tensione, ministro Lamorgese. Guardi un po’, il governo non fa niente e si chiama in causa l’opposizione».

Le scelte di Forza Nuova «proficue per la sinistra e il governo»

«Noi siamo lontani anni luce da qualsiasi movimento sovversivo, particolarmente da Forza Nuova, non solo per fatto ideologico, ma perché – ha sottolineato Meloni – le scelte di queste organizzazioni sono sempre sinistramente proficue per la sinistra. Proficue per una sinistra che vuole dire, facendo accostamenti inesistenti, che anche il partito della destra repubblicana, primo partito italiano, è un partito fuori dalla democrazia, quindi eversivo e quindi da sciogliere. E proficue per un governo che fa finta non vedere in piazza sabato c’erano migliaia e migliaia di persone che hanno diritto di manifestare il loro dissenso per non avere un lasciapassare del governo che riconosca il loro diritto al lavoro. È funzionale a voi e lo avete consentito e questa è una vergogna. Allora, non ci fate lezioni la cosa che più sinistramente somiglia a un regime siete voi».

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