Aggredisce il poliziotto ma non viene arrestato: l’agente non aveva il Green pass per entrare in Questura

venerdì 22 Ottobre 19:00 - di Lucio Meo
Niente Green Pass, niente denuncia. Il paradosso del certificato verde tocca anche gli agenti di polizia, impossibilitati a portare a termine il proprio lavoro perfino quando vengono aggrediti. Niente Green Pass, niente arresto per l’aggressore, per l’impossibilità di entrare in Questura da parte del poliziotto vittima di un uomo ubriaco, che lo ha poi aggredito. E’ accaduto a Torino, dove un uomo, che stava danneggiando i monopattini parcheggiati in una via alla periferia di Torino, è stato sorpreso da un poliziotto fuori servizio. Dopo una breve colluttazione tra i due, l’ubriaco che aveva sferrato calci e pugni, è stato bloccato e tratto in arresto. Un arresto poi sfumato perché l’agente non aveva il Green pass e quindi non poteva entrare in questura per compilare gli atti. Al poliziotto è stato suggerito di andare a casa e compilare la denuncia dal proprio pc personale, ma l’agente si è rifiutato. E’ così sfumato l’arresto per l’aggressore, che si preso solo una denuncia. Il tema del Green Pass obbligatorio, tra i poliziotti, è molto sentito. Diversi gli agenti sospesi dal servizio per essersi rifiutati di esibire il Green Pass nel giorno in cui è diventato obbligatorio.

Poliziotti senza Green Pass, pericoli per la sicurezza

Secondo i sindacati di polizia, però, la situazione rischia di creare gravi ripercussioni sui servizi e, di conseguenza, sulla sicurezza cittadina. Nel mirino c’è il ministro Lamorgese. “Il decreto legge ci ha fatto finire in una spirale senza via d’uscita – afferma Ottorino Orfello, segretario provinciale Sap – Il dipartimento di pubblica sicurezza lo deve applicare e ci troviamo con grossisimi disagi. Se i colleghi non si presentano al lavoro, il carico grava sugli altri con un organico già carente. Poi c’è il problema dei tamponi: se durante la reperibilità l’agente viene chiamato ma il tampone è fissato per il giorno dopo, come fa? Siamo allibiti – continua Orfello – di fronte all’incapacità del Ministro di immaginare che impatto avrebbe avuto questa decisione sul nostro lavoro. Perché non è stata prevista la somministrazione gratuita dei tamponi? Però per i portuali la richiesta è passata”.

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