Afghanistan, musica al matrimonio: la festa si trasforma in tragedia. I talebani uccidono due invitati

sabato 30 Ottobre 19:32 - di Mia Fenice
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In Afghanistan una festa di matrimonio finisce nel sangue. Due invitati alla celebrazione sono stati uccisi e due feriti nell’est del Paese da alcuni talebani. I combattenti hanno aperto il fuoco mentre si stava suonando della musica. Lo ha denunciato un parente delle vittime e la notizia è stata confermata anche dal governo di Kabul, che ha preso le distanze definendo questo genere di attacchi “non autorizzati”. L’episodio è avvenuto durante una festa di nozze che si stava celebrando a Sorkhund, nella provincia di Nangarhar.

Afghanistan, festa d nozze finisce nel sangue

I talebani avevano vietato la musica nella loro precedente esperienza al governo dell’Afghanistan. L’attuale amministrazione non ha ancora emesso un nuovo decreto che la proibisce. Ma la sua leadership ne disapprova l’utilizzo per scopi di intrattenimento.

«I giovani stavano suonando in una stanza separata e tre combattenti talebani sono arrivati e hanno aperto il fuoco su di loro», ha raccontato ai giornalisti un parente delle vittime. Qazi Mullah Adel, portavoce del governatore talebano a Nangarhar, ha confermato l’incidente. Ma non ha fornito ulteriori dettagli, mentre una fonte della sicurezza ha detto che gli uomini che hanno attaccato il matrimonio sono ora in custodia.

Parla il portavoce del governo a Kabul

A Kabul, il portavoce del governo Zabihullah Mujahid ha dichiarato di non poter confermare l’episodio. Ma ha sottolineato che non è la politica dei talebani giustiziare chi ama la musica.

«Le indagini stanno continuando. Finora non è chiaro come sia successo», ha detto in una conferenza stampa. «Tra le file dell’emirato islamico nessuno ha il diritto di far allontanare qualcuno dalla musica o altro, solo di cercare di persuaderli. Questo è il modo principale – ha aggiunto – Se qualcuno uccide da solo, anche se è un nostro uomo, è un reato e sarà processato».

A fine agosto il portavoce, Zabihullah Mujahid, in una intervista al New York Times aveva affermato: «La musica è proibita nell’Islam, ma speriamo che riusciremo a persuadere la gente a rinunciare, senza dover esercitare pressioni». Il divieto è analogo a quello in vigore tra il 1996 e il 2001, negli anni in cui i talebani controllavano il paese.

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