Virginia Raggi come una vestale legionaria: Beppe Grillo la copre di ridicolo e le dà il colpo di grazia

sabato 25 Settembre 12:05 - di Valeria Gelsi

Beppe Grillo ha pubblicato sui suoi social un messaggio che dovrebbe essere di sostegno a Virginia Raggi: «Più in alto voli, tanto più piccoli sembreranno quelli che non possono farlo. Virginia, vai avanti con coraggio!». Il post, secondo molti osservatori, sarebbe il tentativo di puntellare Raggi di fronte agli attacchi interni – specie quelli di Roberta Lombardi -, nell’ambito della più ampia cornice della lotta tra grillini e contiani. La foto iperbolica che l’Elevato ha messo a corredo del suo post, però, fa venire il dubbio che l’uscita sia il tentativo di sprofondare definitivamente la prima cittadina nel ridicolo. E, comunque, al di là delle intenzioni, quello è esattamente l’effetto che sortisce.

Grillo trasforma Virginia Raggi in una vestale legionaria

Nell’immagine postata da Grillo, infatti, Virginia Raggi, opportunamente fotoscioppata anche in viso, appare come un’entità a metà tra una vestale – ma forse anche una dea, su – e una legionaria romana: espressione serafica, tunica color carne al vento, bracciali a metà braccio e al polso, una mano intenta a sorreggere l’elmo, l’altra sullo scudo, disposto nella costruzione dell’immagine come le mezze colonne o i drappi cui sovente nella scultura classica si appoggiano morbidamente certe veneri. Già questo basterebbe. Ma se poi ci si mette che i giallorossi hanno passato mezza campagna elettorale ad accusare Michetti di fare il “tribuno”, l’idea che improvvisamente Raggi si trasformi in legionaria assume un sapore ancora più ridicolo.

Calenda perfido: «Affascinante»

L’aspetto grottesco del post di Grillo non è sfuggito ai commentatori social che, noti e meno noti, non hanno mancato di sottolinearlo rilanciando l’iconetta a più non posso. Carlo Calenda, sempre attivissimo sui social, si è limitato a un perfido «affascinante», rincarando la dose subito dopo con lo screenshot di una pagina del sito del Comune di Roma su cui si legge che il voto sarebbe il 2 e il 3 ottobre (e non il 3 e il 4 com’è in realtà). «Virginia Raggi, ti avevo appena fatto un complimento su mise centurione e mi cadi sulla data delle elezioni!!!!!». Senza pietà.

Muccino: «La disperazione di una donna»

Affidato a poche parole anche il sarcasmo della giornalista Marianna Aprile, che a commento della foto ha cinguettato: «Tra le righe. Quel dico non dico». Il regista Gabriele Muccino, invece, è entrato un po’ più nel merito: «Un po’ Halloween, un po’ foto al Colosseo con i turisti, un po’ disperazione di una donna che ha affondato Roma e sorride con orgoglio», ha scritto. Proprio il richiamo ai legionari figuranti che affollano il Colosseo è stato il tema più gettonato. In molti infatti hanno sottolineato come la foto postata da Grillo prefiguri il futuro imminente del sindaco uscente. «La troveremo vicino al Colosseo a fare foto con i turisti quando gli elettori si pronunceranno», ha scritto Alessandro.

Le ironie sulle gaffe passate: «Pronta per il Colosseo di Nimes?»

Ma il futuro da comparsa al Colosseo per molti è stata anche l’occasione per ricordare alcune clamorose gaffe collezionate da Raggi nel corso della sua amministrazione. «Ah, quindi ora cambia mestiere e fa le foto con i turisti davanti al Colosseo di Nimes?», ha scritto Stefano in risposta a Grillo. «Con la cupola del Colosseo sullo sfondo», ha rincarato Matteo. E via così di sberleffi per decine, decine, decine e decine di rilanci in poco più di un’ora.

Grillo copre di ridicolo Raggi

Insomma sul fatto che il post di Grillo abbia gettato una valanga di ridicolo su Virginia Raggi non c’è dubbio. Eppure una domanda tutta questa vicenda la suscita: è mai possibile che Grillo, uno che fa il comico ormai da quasi mezzo secolo e che lo ha saputo fare bene, arricchendosi col suo lavoro, non si sia reso conto di quello che avrebbe scatenato? «Forza, Virginia Raggi, i fotografi la aspettano», ha scritto Alessandro. E, chissà, magari, più che alle lotte interne al Movimento, era a quello che pensava Beppe.

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