Cinghiali, il direttore del Bioparco smaschera Raggi e Zingaretti: “Colpevoli entrambi, basta scaricabarile”

giovedì 23 Settembre 15:25 - di Lucio Meo

L’invasione di cinghiali a Roma? Colpa di Raggi e Zingaretti, nessuno si senta escluso, dice l’esperto. “La presenza dei cinghiali a Roma non mi sorprende, è un fatto spontaneo ma risolvibile. La nostra capitale è la più verde d’Europa e questo è un vanto, non una disgrazia. Roma è collegata alla campagna e se i cinghiali arrivano in città è perché c’è un motivo che li spinge, il cibo, e hanno capito che è possibile trovare da mangiare vicino all’uomo senza il pericolo di essere abbattuti dai cacciatori”. Lo dice all’Adnkronos, Francesco Petretti, presidente del Bioparco di Roma e docente di biologia della conservazione dell’università di Perugia, smascherando di fatto quell’insopportabile teatrino politico tra la sindaca Raggi e il governatore Zingaretti su chi sia la colpa dell’invasione.

L’ultimo video e la difesa della sindaca

Due giorni fa l’ultima puntata del giochino, dopo l’ultimo video di cinghiali a passeggio nel centro di Roma.  “Roma è immersa e circondata da grandissimi parchi naturali e aree agricole, evidentemente se non si controlla la popolazione animale, che si continua a moltiplicare, sono sempre più frequenti le invasioni nelle aree urbanizzate. C’è una denuncia che ho presentato alla Regione Lazio”, era stata la tesi della sindaca, che non aveva fatto alcun riferimento all’immondizia di Roma che attira i cinghiali, che oggi come oggi, se votassero, sceglierebbero Raggi o Zingaretti, non c’è dubbio.

Cinghiali a Roma, le accuse a Raggi e Zingaretti

“La vera soluzione – continua Petretti – è data dal comportamento e dall’intervento di tre figure: la regione per quanto riguarda il controllo degli esemplari troppo abituati ad avvicinarsi agli esseri umani, l’amministrazione comunale in merito allo smaltimento dei rifiuti e i cittadini che dovrebbero smetterla di lasciare l’immondizia accanto ai cassonetti e di dare da mangiare ai cinghiali. Gli esemplari troppo confidenti devono assolutamente essere riportati in campagna e i cassonetti dovrebbero anche essere a prova di scasso. Insomma, trovare la soluzione è un lavoro che va fatto insieme – aggiunge il presidente – e la regione e il comune devono smetterla di scaricarsi a vicenda le colpe, perché questo non serve”.

“Negli Stati Uniti hanno risolto. Perché noi non ci riusciamo? Non è nulla di complicato, basta solo che non ci sia più un rimpallo di responsabilità, che i rifiuti vengano raccolti regolarmente e che i cittadini adottino un corretto comportamento. Basta che ognuno faccia la propria parte” conclude Petretti.

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