Vent’anni fa l’omicidio di Massoud, il leone del Panshir: fu l’unico a fermare russi e talebani

giovedì 9 Settembre 14:16 - di Laura Ferrari
Massoud

«Oggi è il ventesimo anniversario del martirio di Ahmad Shah Massoud, il leone del Panshir. Amir Sahib ha lottato per la libertà del popolo afghano contro gli aggressori e i terroristi talebani e ha bevuto la coppa del martirio. Il suo percorso continua». Così, sull’account Panjshir_Province riconducibile al Fronte di resistenza nazionale afghana, è stato ricordato il leggendario Leone del Panshir, ucciso in un attentato rivendicato da al-Qaeda e definito «eroe nazionale dell’Afghanistan».

«Continueremo a seguire il percorso che lui ha tracciato per la nostra libertà e contro i terroristi talebani», si legge in un secondo tweet.

Massoud fu ucciso appena due giorni prima dell’attentato che ha cambiato la storia dell’Occidente, ma anche dell’Afghanistan.  Anche quell’attentato fu programmato con largo anticipo. Nel 1999 furono infatti rubati a Strasburgo i due passaporti belgi che gli assassini di Massoud utilizzarono successivamente per entrare in Afghanistan, presentandosi come giornalisti.

Un attentato organizzato da Bin Laden due giorni prima di quello negli Usa

Sembra che i due killer, i nordafricani Karim Touzani e Kacem Bakkali fossero anche collegati alla rete di militanza islamica di Londra, crocevia di operazioni per militanti scappati dai paesi del Medio Oriente. I terroristi islamici sono riusciti dove il Kgb era fallito più volte i tempi dell’invasione sovietica dell’Afghanistan: hnno eliminato colui che fu il leggendario capo dei mujahedin.

 

L’appello all’occidente del figlio di Massoud, il leone del Panshir

Tra i protagonisti del gruppo che si sta mettendo in forze per opporsi ai talebani c’è oggi Ahmad Massoud, figlio del “leone del Panjshir”, che riuscì a fare in modo che in quell’area non mettessero piede i sovietici prima e i talebani poi. Massoud padre fu ucciso il 9 settembre 2001, Massoud figlio – che ha 32 anni e ha studiato a Londra – ha intenzione di calcare le sue orme. Parla alla comunità internazionale e si propone come leader di una nuova resistenza. “Scrivo oggi dalla valle del Panjshir, determinato a seguire le orme di mio padre, con i combattenti mujaheddin che sono pronti ad affrontare ancora una volta i talebani. Abbiamo scorte di munizioni e armi, pazientemente raccolte dai tempi di mio padre, perché sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato”, ha scritto in un intervento sul Washington post.

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