Vaccini, Stenio Solinas replica alla sinistra: l’uomo di destra è diffidente, ma è senza dubbio pro vax

sabato 4 Settembre 9:18 - di Adele Sirocchi

Vaccini, basta con le curve contrapposte. Con le definizioni che ricordano gli ironici monologhi di Giorgio Gaber: i no vax stanno a destra, i pro vax stanno a sinistra. Del resto neanche i no vax amano definirsi così. Ne fa fede l’agguerrita Maria Giovanna Maglie che in tv afferma: io sono solo una che si pone delle domande… Lo stesso affermano più o meno tutti coloro che criticano le rigide misure adottate dal governo Draghi. Insomma: l’etichetta no vax trasuda disprezzo, per questo cercano in ogni modo di affibbiarla alla destra.

La destra sta con i no vax?

Da sinistra il coro è ormai assordante: la destra sta con i no vax. E allora un intellettuale e giornalista che la destra la conosce assai bene, Stenio Solinas, si incarica oggi sul Giornale di fornire una risposta esaustiva alla domanda: “Ma davvero la Destra non ama il vaccino?“.

“Come già mise in evidenza Giuseppe Prezzolini più di settant’ anni fa – scrive Solinas –  non esiste infatti, in Italia e non solo, una destra, ma ne esistono tante, spesso e volentieri in competizione se non in contrasto fra loro: reazionaria, conservatrice, monarchica, repubblicana, tradizionalista, liberale, liberista, populista, tecnocratica, statalista, aristocratica, anarchica, fascista persino, per chi si ostina a confondere i termini”.

I vaccini e il realismo della destra

Ma se c’è un filo rosso che accomuna le destre nelle varie declinazioni esso è rintracciabile nel realismo. Nel guardare in faccia la realtà, dunque, senza cercare rifugio – come fa la sinistra – nell’utopia. “In quest’ ottica – sottolinea Solinas – mi sembra difficile che un uomo di destra, per quanto genericamente inteso, sia, per tornare a noi e ai nostri giorni, contro il vaccino: funziona, il resto sono tamponi nel migliore dei casi, retorica e demagogia nei peggiori”.

Vaccini e scienziati: a destra una “sana diffidenza”

Se uno è di destra, continua Solinas, non ha una fede cieca nella scienza, e tantomeno degli scienziati. “In quanto di destra, il realista – scrive ancora Solinas – sa che la scienza non è una fede, ma un’empiria. Fatica, e giustamente, a usare per il medico il termine ambiguamente onnipotente di scienziato, non partecipa al progressismo gioioso e a volte ebete con cui si esalta qualsiasi novità in campo medico-farmacologico. Proprio perché è realista è altresì sconcertato dalla scarsa chiarezza con cui la politica nonché la scienza affrontano il problema, ovvero la pandemia”.

E se la dittatura sanitaria fallisse contro la pandemia?

Essendo realista e non propenso a farsi catturare in modo totalitario dalle ideologie, l’uomo di destra conserva sempre una riserva di “sano scetticismo”. “Per dirla in altro modo – conclude Solinas – non è un’eventuale dittatura sanitaria in sé a preoccuparlo, ma il suo più che possibile fallimento rispetto al problema che dovrebbe risolvere. Ricapitolando. Sì ai vaccini, evitando però le troppe chiacchiere e gli ancor più troppi distintivi”.

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