Una follia la liberalizzazione della cannabis: ecco i danni alla salute mentale che la sinistra nasconde

domenica 19 Settembre 10:17 - di Giorgia Castelli
cannabis

Il referendum sulla legalizzazione della cannabis ha raggiunto il quorum in una settimana. Riccardo Gatti, psichiatra, Direttore della Struttura Programmazione, Studi e Ricerche nell’Area delle Dipendenze dell’Asst Santi Paolo e Carlo, in un’intervista al Giornale spiega quali sono i danni alla salute che la cannabis produce. E dice la sua sul referendum. Il fatto che si siano raggiunte le 500mila firme in così poco tempo non significa automaticamente che le persone siano a favore della legalizzazione? «Esatto! I cittadini potrebbero anche esprimersi contro le abrogazioni degli articoli di legge proposti. Questo metterebbe fine, almeno per un po’ di anni, a qualunque processo di legalizzazione della cannabis. L’uso della cannabis, pur essendo una droga illecita, è comunque molto diffuso, spesso anche tra i minori, che proprio non la dovrebbero usare, anche se fosse legalizzata».

Gli effetti della cannabis sulla guida

Gatti spiega quali sono gli effetti della cannabis sulla guida. «La cannabis e le sostanze psicotrope in generale  – dice – alterano le capacità di percezione. Chi tende a sminuirne gli effetti sostiene che chi ne fa uso, accorgendosene, sia più prudente, ma ciò non impedisce che ci possano essere degli imprevisti o che ad avere una guida spericolata siano gli altri. Di fatto i riflessi del guidatore sono alterati, aumentando il rischio di incidenti».

I danni provocati da hashish e marijuana

Quali sono i danni provocati da hashish e marijuana? «Bisogna premettere che i giovani non dovrebbero assolutamente assumere sostanze psicoattive perché incidono sulla formazione del cervello, processo che dura fino a circa 18 anni. Queste sostanze provocano danni su due livelli: i principi attivi che producono alterazione dello stato mentale agiscono su recettori specifici danneggiando la capacità di apprendere e ricordare, l’attenzione e la capacità di concentrazione, il movimento, la capacità di formulare giudizi».

«Possono provocare malattie gravi come psicosi»

Inoltre, spiega ancora Gatti, «queste sostanze possono provocare malattie psichiatriche gravi come le psicosi. Nella comunità scientifica c’è chi ritiene che questi problemi possano insorgere in chi ha una predisposizione. Ma nessuno può sapere prima se è predisposto alla psicosi o meno. Di fatto quanto prima insorge un disturbo mentale grave quanto più sarà difficile da trattare e quanto più condizionerà pesantemente la vita di chi ne soffre. Ma la mia preoccupazione maggiore è un’altra..». Quale? «Che si scarichi così il nostro ruolo di essere adulti. Intendo che il tema non è legale o no, ma il fatto che i giovani dovrebbero stare alla larga dalle droghe, alcol compreso. Risultato che si può ottenere esercitando pienamente il ruolo di educatori, ovvero condividendo un percorso di vicinanza e di vita con i ragazzi, di crescita insieme».

 

 

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