Trafugate due salme al Campo della Memoria, oltraggio al sacrario dei caduti della Decima Mas

venerdì 10 Settembre 18:49 - di Redazione
Campo della memoria

Sono state profanate la notte scorsa alcune tombe del ‘Campo della Memoria’ di Nettuno, sacrario militare in cui sono sepolti 35 soldati della X Mas morti nel 1944 nei combattimenti seguiti allo sbarco di Anzio. A dare l’allarme sono stati i custodi della struttura, questa mattina, appena si sono accorti dell’accaduto. Quattro tombe sono state aperte e due feretri sono stati portati via.

Un atto ignobile, domani fiori ai Caduti

Sulla vicenda indagano i carabinieri. Si pensa a un ignobile atto di antagonismo politico ma non si esclude nessuna pista. L’indignazione per il vile e dissacrante gesto di ignoti corre intanto sui social dove in tanti auspicano che siano assicurati alla giustizia i responsabili. Alberto Indri, che presiede l’associazione che si prende cura del campo, ha annunciato su Fb che domani mattina alle 11 è previsto un omaggio ai caduti che riposano nel sacrario.

Rampelli: provo pena per chi ha violato la pace di quei caduti

“La devastazione di alcune tombe dei marò che riposano nel Campo della Memoria di Nettuno – sottolinea Fabio Rampelli di FdI – è un gesto vile che necessita della più ferma condanna e di un celere intervento dello Stato. La seconda guerra mondiale è finita 70 anni fa e i morti hanno diritto a riposare in pace”.

“Per ciò che ci riguarda – continua Rampelli – noi siamo diversi e percepiamo i martiri di tutte le guerre e di tutte le ribellioni come figli d’Italia. Quelli che indossavano una divisa e facevano il loro dovere, per uno Stato e non per un regime, lo sono due volte. Profanare delle tombe a 70 anni di distanza dalla fine della seconda guerra mondiale è da gente senza pietà che, avendo un così orribile rapporto con la morte, è destinata a essere infelice anche nella vita. Proviamo tanta pena per chi ha violato la pace, fatta anche di commiserazione e perdono. Sollecito quindi le istituzioni ad attivarsi per chiedere, facendosi carico di tutti gli oneri, il ripristino delle tombe esercitando altresì tutti gli strumenti a loro disposizione per assicurare alla giustizia i colpevoli e recuperare le salme trafugate”.

Ghera: gesto vigliacco, tutte le istituzioni condannino

Sarebbe auspicabile – ha detto Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio – “che tutte le istituzioni, indipendentemente dal colore politico, nel solco di un percorso per giungere ad una memoria condivisa della storia italiana del Novecento, condannassero questa ignobile violenza, mancanza di umanità e di senso morale che offende tutti coloro che sacrificarono la propria vita in guerra. Le autorità competenti facciano il possibile per individuare i colpevoli di tale vigliacco gesto”.

Nel 2013 un’altra profanazione

Non è la prima volta che accadono atti di vilipendio al Campo della memoria. Nel 2013 furono rubate le targhe in ottone dove erano incisi i nomi dei caduti del Battaglione Barbarigo. La storia del Campo della memoria è travagliata e, tra boicottaggi e lungaggini burocratiche, è cominciata nel 1990 (quando iniziarono i lavori di bonifica del terreno, non distante dai cimiteri di guerra americano e tedesco) per concludersi positivamente nel giugno 2005 con una solenne cerimonia militare.

Come è nato il Campo: il racconto di Grazioli

“Il Campo della Memoria – raccontò in quell’occasione al Secolo l’ex marò Franco Grazioli, del battaglione Lupo  – lo visitai la prima volta con Alessandro Tognoloni, Raffaella Duelli e Bartolo Gallitto, era un campo che ci avevano offerto per trenta milioni ed era pieno di materiali di risulta, era usato come una discarica. Lo facemmo ripulire da una ditta. Fu Tognoloni a ideare l’architettura, con una grossa X al centro. Poi il lavoro è stato arduo, abbiamo raccolto fondi in giro. E’ così è iniziato tutto. Il Campo della memoria è l’unico sacrario in Italia dedicato ai caduti Rsi. Ottenere il riconoscimento di Onor Caduti è stata la nostra vittoria morale”.

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