Stop allo smart working per i lavoratori pubblici. Brunetta: «Dal 15 ottobre una nuova normalità»

venerdì 24 Settembre 17:36 - di Agnese Russo
smart working

Dal 15 ottobre i lavoratori pubblici dovranno tornare in presenza. Finisce infatti l’era dello smart working come «modalità ordinaria di svolgimento» delle loro mansioni. «Le Pubbliche amministrazioni assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19», ha chiarito in una nota di Palazzo Chigi, dopo la firma del Dpcm da parte del premier Mario Draghi.

Brunetta: «Si apre l’era di una nuova normalità»

«Con la firma del presidente del Consiglio Mario Draghi al decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di Green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza», ha commentato il ministro per la Pa, Renato Brunetta, chiarendo che a breve diramerà le «indicazioni operative» per il rientro.

Occhi puntati sul sistema dei trasporti

Le linee guida terranno presenti non solo le condizioni all’interno degli uffici, ma anche «la sostenibilità del sistema dei trasporti». «Nel frattempo – ha fatto sapere Brunetta – sono in corso le trattative per i rinnovi dei contratti pubblici, che garantiranno, una volta concluse, una regolazione puntuale dello smart working».

Verso uno smart working «strutturato»

La amministrazioni avranno tempo entro il 31 gennaio 2022 per presentare il Piano integrato di attività e organizzazione, all’interno del quale confluirà il Pola (il Piano organizzativo per il lavoro agile, ndr). «Con le regole e con l’organizzazione – ha sostenuto Brunetta – potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati. Che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale – ha concluso il ministro per la Pa – per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro».

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