Sondaggio Mentana, a destra più forti FdI e Lega. A sinistra Pd in rotta. Calano anche i 5Stelle

martedì 7 Settembre 9:09 - di Redazione
Sondaggio

Fratelli d’Italia consolida il proprio primato pur in presenza di un consistente recupero della Lega mentre resta pressoché stabile Forza Italia. È questa la novità del sondaggio settimanale effettuato dalla Swg per il Tg La7 di Enrico Mentana. Il partito di Giorgia Meloni tocca infatti quota 21 per cento (+0,4) rispetto a sette giorni fa mentre quello guidato da Matteo Salvini ritorna sopra il 20 (20,4) facendo registrare un incremento dello 0,6 per cento. Perde invece un decimale il movimento di Silvio Berlusconi che scende dal 7 al 6,9 per cento. Aggiungendo ai tre partiti l’1 per cento di Coraggio Italia, il centrodestra totalizza complessivamente il 49,3 per cento dei consensi.

Secondo il sondaggio i dem perdono lo 0,7%

Tutt’altra musica suona nella metà campo della sinistra, dove perdono sia Pd sia il M5S. Secondo il sondaggio Il partito di Enrico Letta lascia sul campo quasi un punto percentuale (0,7) mentre i grillini di Giuseppe Conte “solo” lo 0,3. La nuova rilevazione del Tg di Mentana fotografa i dem al 18,4 per cento, in tendenza più che negativa e ben al di sotto della soglia psicologica del 20 percento. I loro partner di maggioranza a 5Stelle, invece, sono scesi al 16.Anche in questo caso la tendenza è al ribasso. Tuttavia, la strategia tra i due maggiori partiti della sinistra è divergente.

Tra i cespugli ok solo Iv e Articolo 1

Almeno ufficialmente, infatti, il Pd è per portare la legislatura fino alla sua scadenza naturale attraverso la rielezione di Mattarella al Quirinale. Conte, invece, ha necessità di andare alle urne nel 2022 per evitare la decomposizione (già in atto) del M5S. Ma torniamo al sondaggio: a sinistra fanno registrare qualche piccolo incremento solo Italia Viva (+0,2) stimata questa settimana al 2,6 per cento, Articolo 1, il partito di Roberto Speranza, ora al 2,4 (+0,1) e i Verdi, dati all’1,9 (+0,3). Il resto o non fa registrare variazioni, come Azione ferma al 3,7 per cento, o perde, come Più Europa che lascia sul campo due decimali scendendo all’1,8. Unendo tutti i suoi cespugli il centrosinistra si attesterebbe al 46,3 per cento. Cala (-3) anche il numero di quanti non si esprimono: ora è al 39 per cento.

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