Sgarbi si scaglia contro Scanzi: “Cagnolino di Conte, vagisce tra la Gruber e la Murgia”

venerdì 24 Settembre 18:35 - di Federica Argento
Sgarbi Scanzi

Vittorio Sgarbi umilia Andrea Scanzi e lo prende a sassate. Non gli perdona l’esultanza sguaiata sui social dopo che lui ed Albano Carrisi sono stati fischiati sul palco di Verona in maniera indecorosa e premeditata. Prende la mira e apre il fuoco il critico d’arte contro colui che definisce  “cagnolino di Giuseppe Conte“. Il giornalista del Fatto aveva scritto: “L’umiliazione, l’ennesima peraltro, che ha ridicolizzato Sgarbi è semplicemente meravigliosa. Quello lì, con Battiato, non c’entra nulla (casomai c’entra sua sorella). Non basta certo averci fatto una foto insieme a Venezia; oppure blaterare che gli dedicherai una piazza a Sutri, per entrare in sintonia con lui e più ancora con la sua arte“. Un post veramente sguaiato. Scanzi nel su intento derisorio aveva aggiunto: “Al massimo uno come Sgarbi può omaggiare i remix a Spinaceto di Gigi lo Zozzo, musicalmente parlando”.

Sgarbi senza freni. Scanzi lo offende, lui esplode: “Sporco…”

Parole dure che provocano un escalation di insulti. Vittorio Sgarbi non è uno che si trattenga quando viene preso di mira. Cosa esce dalla sua penna è tutto un programma. Anzitutto Scanzi viene ribattezzato “Scarsi”. Ma questo è il meno. “Scarsi, il cagnolino di Conte”, premette Sgarbi. “Esiste ancora Scarsi? Che tenerezza! Pensavo che l’avessero assorbito Fedez e la Murgia, ammiratrice di Battiato. Lo trovo ora ripetere i suoi stanchi ritornelli contro di me che ho fatto il vaccino senza farmi raccomandare come lui”, scrive su Fb il critico ricordando la figura meschina del “saltafila”.  “Gli resta solo la Gruber a invitarlo in televisione per fare il cagnolino di Conte”.

“Sporco, spelacchiato…”

Fin qui la critica, poi arrivano gli insulti pesanti. Un crescendo rossiniano, anche se di lirico c’è ben poco.  “Sporco, puzzolente, spelacchiato, i denti gialli, esprime solo ovvietà, e il suo modello è Beppe Grillo che ha educato il figlio allo stupro e lui a sbagliarle tutte. Per dire: non si è accorto che i fischi a Verona, dove io ho, la settimana prima, riempito il Teatro romano di persone che conoscono la mia ragion d’essere, non erano per me ma essenzialmente (si parla di Franco Battiato, amato dalla sua amica Murgia) per Al Bano, che lui ha finto di non vedere”.

Sgarbi a Scanzi: “Sei la miniatura di Telese e sei rimasto pure senza Trattativa”

Come può – si chiede – parlare di Al Bano in questi termini? “Senza pubblico, senza stima, senza ragion d’essere. Un crepuscolo avvilente e straziante”, ha scritto Scanzi-Scarsi a proposito del popolare cantante. “Lo dice lui che non ha mai visto l’alba. Continua a vagire tra le cosce della Gruber. Un piccolo aborto, travolto dai luoghi comuni. Senza trattativa. Una scorreggia di Cacciari. Una miniatura di Telese. A voi Scarsi! E toccatevi le palle quando lo vedete. È cancerogeno”, conclude Vittorio Sgarbi. Un’esplosione di virulenza come poche altre volte abbiamo constatato. Due sono le verità. Scanzi è livoroso e insultante, non ha rispetto per chi non la pensa come lui. Sgarbi perde i freni inibitori e la sua scrittura diventa esplosiva.  Scanzi legga i commenti al post di Sgarbi (quelli più sobri) e si faccia qualche domanda se pochi lo sopportano.

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