Saccheggiata la tomba del calciatore della Lazio primavera, Daniel Guerini. L’ira di Totti: “Vergognosi”

sabato 11 Settembre 11:47 - di Penelope Corrado
Daniel Guerini

Anche Francesco Totti, storico numero 10 della Roma e della Nazionale, è intervenuto sulla profanazione della tomba di Daniel Guerini, il 19enne calciatore della Lazio primavera morto il 27 marzo scorso in un incidente stradale.

Alcuni sciacalli hanno rubato i cimeli che le squadre di serie A avevano regalato alla famiglia il giorno del funerale e che adornavano la tomba al cimitero del Verano.
Come riportato dal profilo della mamma di Guerini, la tomba di Daniel “Guero”, Guerini è stata saccheggiata delle sciarpe e dei cimeli presenti.

Il numero 10 giallorosso ha commentato sul proprio profilo Instagram, postando la foto del calciatore laziale, morto tragicamente, commentando con una sola parola: «Vergognosi».

La denuncia sui Social della mamma di Daniel Guerini

L’appello della famiglia, degli amici, e delle persone che hanno nel cuore Daniel è quello di riavere le cose che sono sempre appartenute a Daniel.

“A te brutto indegno/a, che ti sei permesso/a di rubare sulla tomba di Guero ti auguro tutto il male del mondo. Una sciarpa, uno scudetto, e un aquilotto… Se me lo chiedevi ti ci ricoprivo. Occhio che c’è qualcuno che vede tutto…”. Così la mamma di Daniel, Michela Priori.

Sulla triste vicenda del furto dei ricordi sulla tomba di Daniel Guerini è intervenuto anche l’attaccante della Lazio Ciro Immobile che ha condiviso il disgusto per l’accaduto con queste parole su Instagram: “Guero perdonali non sanno quel che fanno – ha scritto il bomber biancoceleste in una story -. Sconcertante, senza un briciolo di umanità. Che vergogna”.

Il saccheggio è avvenuto al cimitero Verano, che versa in situazione di grave abbandono. Nei giorni scorsi, il Codacons ha presentato un esposto contro il Comune di Roma per denunciare la situazione.

Al Verano situazione di incuria e abbandono

«Basta una passeggiata al Cimitero Verano – tra lapidi distrutte, ponteggi abbandonati, transenne, piante abbattute, vasi rovesciati, residui di materiale edile (calcinacci, mattoni) dimenticati – o al Cimitero Flaminio e Laurentino – dove sono stati documentati vialetti difficilmente percorribili perché dissestati da voragini e buche, scalinate coperte di erba e rifiuti di ogni tipo, escrementi di piccioni e loculi danneggiati nelle cappelle, cavi elettrici lasciati scoperti, alberi crollati da tempo o tagliati e poi dimenticati, recinzioni crollate, ferri ossidati in vista, intonaci distaccati in più punti e infiltrazioni d’acqua diffuse nelle palazzine – per comprendere la gravità della situazione. A oggi, i cittadini romani si ritrovano con una pessima qualità del servizio, e addirittura – denunciava il Codacons – con un rischio per la propria incolumità e sicurezza per una semplice visita ai propri defunti». Un incuria che consente agli sciacalli di agire indisturbati. Come conferma la profanazione della tomba di Guero

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