Prodi difende Berlusconi: “La perizia psichiatrica? Sarebbe l’ennesima follia dell’Italia”

lunedì 20 Settembre 20:35 - di Marta Lima

Si sbaglierebbe perché ho 82 anni e per un incarico settennale è un’incoscienza“. Così Romano Prodi ha risposto a Giovanni Minoli che nella cerimonia per la consegna del Premio Cavour gli ha chiesto cosa direbbe se lo chiamasse presidente della Repubblica. Una posizione che fa chiarezza anche sui rumors che da giorni circolano su una sua indisponibilità al Colle o viceversa di sue manovre per provare a farsi eleggere al posto di Mattarella.

Prodi in difesa di Berlusconi

Una perizia psichiatrica per Silvio Berlusconi “è una delle ennesime follie dell’Italia”. E’ quanto ha detto Prodi, riconoscendo al leader di Forza Italia che l’ingresso degli azzurri nel Ppe “ha avuto esito di spostare Fi verso una linea europea”. Dunque, il prossimo anno potrebbe ricevere il Premio Cavour, li stuzzica Minoli. “Questo dipende dalla giuria, non da me”.

Le lodi al premier Draghi

“Con Mario Draghi capo del governo l’Italia è in una posizione privilegiatissima perché è ascoltato, ha relazioni internazionali, quindi rispetto alla situazione di passaggio che c’è in Germania e in Francia l’Italia è un punto fermo”. “La politica si fa con la conoscenza delle persone, confrontandosi con chi è vicino, con la passione, non è solo calcolo – ha poi osservato Prodi – e senza la mediazione e la saggezza dell’Italia anche quando anche il motore era a due pistoni, Germania-Francia, in Europa non è mai passato nulla”.

La politica estera di Cavour

“Di chi costruisce un’Italia legata al mondo c’è sempre bisogno” ha detto Romano Prodi nel ricevere il Premio Cavour ‘per avere interpretato in modo contemporaneo lo spirito l’intelligenza il coraggio e la lungimiranza politica di cui Camillo Cavour è stato antesignano’. E’ proprio riferendosi allo statista piemontese, Prodi ha osservato: “Cavour aveva una capacità di interpretare i problemi concreti del Paese ma la sua chiave era sempre affermare un’Italia legata agli altri Paesi europei. Faceva politica interna e politica estera e ed io ho sempre avuto il rimpianto che non sia vissuto un altro po’: era il momento in cui si aveva bisogno di Cavour, con l’Unità d’Italia costruita, ma ancora nella sua struttura organizzativa, non nei suoi legami internazionali”, ha detto ancora.

Il dolore per la Brexit inglese

“Se la Gran Bretagna non fosse uscita, e questa è una disgrazia, quel grande atto di solidarietà, la Next Generation Ue, cioè la condivisione del debito, non si sarebbe fatto”. Riflettendo, poi, più in generale sullo stato dell’Europa, Prodi ha osservato: “Il problema non è l’Europa a 15 o a 27, il problema è l’unanimità che non si deve mantenere neppure se si è in due perché non si governa nulla In il voto unanime necessario, neppure un condominio si governa se c’è la regola dell’unanimità”.

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