Presa per il collo e scaraventata a terra: hostess pestata brutalmente per aver chiesto il Green pass

mercoledì 15 Settembre 20:02 - di Ginevra Sorrentino
hostess Green pass

La diatriba sul Green pass atterra in un aeroporto del Friuli Venezia Giulia, dove un passeggero in procinto di imbarcarsi su un volo diretto a Londra, ha brutalmente aggredito e insultato una hostess in servizio. La colpa della malcapitata assistente di volo? Aver chiesto all’uomo di esibire la certificazione verde contro il Coronavirus, diventato obbligatorio per i viaggi a lunga percorrenza su navi, pullman, treni e aerei. La vicenda, denunciata dalla Fit Cisl e rilanciato dal quotidiano Libero, ha davvero dell’incredibile. La conseguenza reale, però, è che la vittima di tanta aggressività ha riportato un trauma cranico, con prognosi di 8 giorni. Oltre naturalmente allo choc provocato dalla reazione violenta improvvisa. E ingiustificata.

Hostess brutalmente pestata per aver chiesto il Green pass

È stata la vittima stessa a ricostruire quanto accaduto. Sottolineando come è bastato semplicemente rivolgere la richiesta di rito all’uomo perché quest’ultimo perdesse letteralmente il controllo. E per fortuna le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente, evitando il peggio. Nonostante la situazione fosse degenerata già sul nascere. Stando infatti al racconto della hostess, riferito dall’associazione sindacale di settore, il passeggero furioso per quella richiesta di esibire il Green pass, l’avrebbe «offesa. Malmenata. Afferrata per il collo e scaraventata a terra». Tutto solo per aver fatto il proprio lavoro…

Una vicenda che denuncia una tensione sociale arrivata al culmine

Sembra evidente che la vicenda, gratuitamente violenta di per sé – sia chiaro – va inserita in un contesto più ampio: quello del malcontento legato alle disposizioni governative sulle norme anti-Covid, che alimenta le proteste no vax o no Green pass. Una situazione al limite che genera – e la cronaca lo riporta quotidianamente – atti di ribellione violenta e reazioni brutali individuali, che alimentano rischi e insicurezze. Specie in chi, come nel caso della hostess, è addetto a controlli di questo tipo. Una riflessione doverosa che Libero rileva riportando la dichiarazione del segretario della Fit Cisl Fvg, Antonio Pittelli, che sul caso in particolare. E sulla situazione generale (compre le sue declinazioni sotterranee), ha commentato: «Questa è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che purtroppo si sta esasperando in tutto il settore dei servizi pubblici. Episodi del genere rischiano ormai di diventare quotidiani per chi esercita ruoli di controllo sui mezzi».

 

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