Prato, nuove accuse al prete arrestato: «Non disse di essere sieropositivo»

martedì 21 Settembre 20:55 - di Redazione
Prato parroco

La Procura di Prato ha formulato una nuova ipotesi di reato, tentate lesioni gravissime, nei confronti dell’ex parroco della chiesa dell’Annunciazione alla Castellina. Il quarantenne don Francesco Spagnesi è finito una settimana fa agli arresti domiciliari per spaccio di droga, che secondo l’accusa avrebbe utilizzato anche per festini hard, e appropriazione indebita. Sempre secondo gli inquirenti, avrebbe acquistato le sostanze stupefacenti con i soldi delle offerte dei fedeli alla parrocchia.

Prato, parroco arrestato per droga

Come riporta l’Adnkronos, «la nuova ipotesi di reato, ha spiegato la Procura pratese, è in relazione alla sieropositività del sacerdote, condizione che non avrebbe rivelato ad alcuni dei partecipanti ai festini hard che avrebbe organizzato assieme al compagno il quale non è indagato ma eventualmente parte offesa».

Nominato l’amministratore parrocchiale

Intanto, il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, ha nominato un nuovo amministratore parrocchiale per la chiesa dell’Annunciazione alla Castellina: si tratta del vicario generale della Diocesi, don Daniele Scaccini.

L’incontro con i fedeli

Il sacerdote, già conosciuto e apprezzato per aver guidato in passato la parrocchia per dieci anni, prima dell’arrivo di don Francesco Spagnesi, avrà il compito di accompagnare la comunità nelle attività pastorali. Ieri sera don Scaccini ha incontrato i fedeli per essere aggiornato sugli impegni e le iniziative programmate.

Il servizio liturgico è stato affidato a don Vincent Souly, parroco di San Paolo a Carteano. Sarà lui a celebrare le messe feriali e festive in parrocchia. Il diacono Leonardo Bruni prosegue il proprio impegno in parrocchia.

Il vescovo: «Vi chiedo perdono per non avervi protetto abbastanza»

Nei giorni scorsi il vescovo monsignore Giovanni Nerbini aveva espresso tutto il suo dolore per la vicenda. «Vi chiedo perdono per non avervi protetto a sufficienza. Sono consapevole che la vostra sofferenza è grandissima e il danno morale che avete subito, più ancora di quello materiale, è incommensurabile. Qui c’era un abisso, di fronte al quale non si può provare che dolore e raccapriccio per l’abbandono di ogni riferimento valoriale alla dignità della persona, tanto più grave perché a finire nel fondo di quell’abisso è stato, purtroppo, un ministro di Cristo».

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