Pistole, spranghe e spade: a Livorno maxi rissa tra nordafricani. FdI: «Le nostre città come favelas»

giovedì 16 Settembre 16:50 - di Sveva Ferri
rissa livorno

Nuovo regolamento di conti tra bande di stranieri, con tanto di colpi di pistola, in una città italiana. Stavolta è successo a Livorno, nella centrale via Buontalenti, intorno alle 21 di ieri sera, dove due gruppi di nordafricani, presumibilmente tunisini, hanno dato vita a una maxi rissa, affrontandosi con armi di ogni tipo, comprese quelle improprie costituite da tutto ciò che hanno trovato a tiro: dalle sedie ai tavolini dei locali dell’area, dai cocci di bottiglia ai coltelli e alle spranhe. Sul posto le forze dell’ordine, oltre a un bossolo, hanno anche ritrovato una spada. Il bilancio è di almeno quattro feriti, dei quali uno in codice rosso, e di danni ingenti provocati agli esercenti e ad auto e motorini in sosta.

Livorno come le «favelas»

«Spranghe, spade coltelli e addirittura una pistola, Livorno come una delle favelas brasiliane, dove il controllo del territorio per lo spaccio si ottiene con spargimenti di sangue tra bande rivali», hanno commentato Francesco Torselli e Andrea Romiti, rispettivamente capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale toscano e nel Consiglio comunale di Livorno. «La sinistra – hanno proseguito – con le sue politiche di buonismo, permissivismo e accoglienza ha fatto capire a questi personaggi senza scrupoli che a Livorno si può fare ciò che si vuole».

FdI: «Cos’altro serve perché Lamorgese di dimetta?»

La rissa di Livorno, che molti cittadini hanno documentato riprendendola dai balconi, arriva a meno di due settimane da un caso simile avvenuto a Trieste. Dunque, racconta – anche – di un problema che travalica il livello locale. «Il problema della sicurezza – hanno aggiunto Torselli e Romiti – è reale e il Pd deve smettere di avere i paraocchi». «Ci chiediamo cosa altro debba accadere prima che il ministro Lamorgese si dimetta», hanno concluso Torselli e Romiti, puntando l’indice contro l’immigrazione incontrollata.

Anche nel M5S un sussulto per la rissa di Livorno

L’episodio livornese ha provocato un sussulto anche all’interno del M5S, che ancora ieri in occasione dell’informativa di Lamorgese alla Camera sul rave nel Viterbese aveva assunto una posizione di assoluta difesa del ministro, in linea con quanto fatto ripetutamente da Giuseppe Conte dall’inizio del suo mandato alla guida del Movimento.

Il deputato pentastellato: «Lo Stato ha abdicato»

«Quando 40 persone divise in due bande rivali si fronteggiano a colpi di spada e pistola in pieno centro per contendersi il controllo del territorio, significa che lo Stato, in quella zona, ha abdicato alla gestione della pubblica sicurezza», ha detto il deputato livornese del M5S, Francesco Berti, parlando di «un fatto gravissimo che impone un intervento diretto da parte del ministro degli Interni, che mi auguro disponga al più presto un rafforzamento del numero di agenti di Polizia di stanza a Livorno». «È il momento che lo Stato dia un segnale forte, mettendosi concretamente al fianco dei cittadini preoccupati e spaventati», ha detto il deputato pentastellato, annunciando una interrogazione a Lamorgese.

 

 

 

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