Pd, arrestato per concussione il segretario dem di Benevento ed ex sindaco di Sant’Agata de’ Goti

sabato 25 Settembre 11:16 - di Redazione
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Concussione, turbata libertà degli incanti, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio. Con queste accusa la Procura di Benevento ha ordinato l’arresto dell’ex sindaco Pd di Sant’Agata de’ Goti, Carmine Valentino, attualmente consigliere comunale e segretario provinciale del partito. L’esponente Pd si trova ai domiciliari.

L’accusa di concussione al segretario Pd di Benevento

Gli inquirenti contestano a Valentino di aver tentato di truccare, all’epoca in cui era sindaco, il bando per l’assegnazione dei servizi comunali. In particolare, nell’ambito della procedura per affidare in concessione le attività di supporto alla gestione e riscossione ordinaria delle entrate tributarie e la riscossione coattiva di imposte comunali, avrebbe tentato di costringere uno dei membri della commissione giudicatrice ad assegnare un punteggio maggiore, e comunque tale da garantire il punteggio complessivo più alto, all’offerta tecnica di una delle società partecipanti, a cui il sindaco era indirettamente collegato.

Il tentativo di “aggiustare” il bando

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Benevento, qualche giorno prima della prima seduta della commissione giudicatrice, Valentino avrebbe avvicinato il commissario consegnandogli tre fogli sui quali erano indicate le caratteristiche dell’impresa che avrebbe dovuto aggiudicarsi la procedura, intimando in maniera diretta e perentoria di assegnare a quella società il punteggio più alto per l’offerta tecnica, segnalando che l’offerta economica era stata la meno vantaggiosa. Il commissario, che rivestiva anche l’incarico di segretario comunale, si sarebbe però rifiutato, dimettendosi da membro della commissione giudicatrice, adducendo formalmente vizi procedurali, e provocando così l’annullamento della procedura.

Il Gip di Benevento: c’è il rischio di reiterazione dei reati

Il gip di Benevento, nel condividere parte delle contestazioni provvisorie, ha ritenuto che le esigenze cautelari di reiterazione dei reati fossero ancora attuali, considerato che l’indagato, successivamente ai fatti commessi tra il 2017 e il 2018, e nonostante l’impossibilità di ricandidarsi a sindaco, avrebbe concretamente diretto anche nel 2019 e 2020 l’organizzazione amministrativa dell’ente, tentando di orientare le scelte più importanti e di gestire possibili e futuri appalti pubblici di ingente importo.

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