Nel Congo torna la caccia alla streghe. Le vittime, tutte anziane, bruciate vive nei loro villaggi

mercoledì 29 Settembre 11:11 - di Redazione
streghe

In molte zone dell’Africa la caccia alle streghe non è un retaggio del passato ma una triste realtà. Oggi sono più di 3000, tra donne e bambini, le persone che vivono in campi per streghe, concentrati soprattutto nel Nord del Ghana. Lo denunciava il magazine Salgo al Sud mesi fa. “Le vittime vengono accusate di stregoneria e allontanate dai loro villaggi, espropriate dei loro beni, minacciate di morte, arrestate. Non tutte riescono a sopravvivere: aumentano ogni anno le torture e le morti associate alle accuse di stregoneria”.

Africa, tornano i roghi delle streghe

E tornano anche i roghi. Ne dà notizia oggi Il Messaggero in un articolo che riferisce quanto avvenuto nel Sud-Kivu, vasta provincia collinosa a est del Congo. “Questa volta – scrive il quotidiano – sono stati alcuni abitanti dei villaggi di Cihira e Kanyunyo, sulle sponde del grande lago al confine con il Ruanda, a raccontare i fatti alle autorità del Governo provinciale: a metà agosto una ventina di donne sono state accusate di stregoneria”. Una di loro, la più anziana, Nyabadeux, ultranovantenne, è stata picchiata e poi bruciata viva, davanti agli abitanti, ai vicini, alla famiglia. Nel territorio di Kalehe, cinque donne sono state bruciate vive nelle ultime settimane.

Le accuse arrivano dalle profetesse nei villaggi

Ad accusare le “streghe” sono le profetesse dei villaggi, che addebitano ai loro “malefici” carestie e altri guai che colpiscono la popolazione. Una storia antica che torna a ripetersi senza che le autorità riescano a porre un argine a questa fenomeno di pura barbarie.

Negli ultimi mesi la situazione si è aggravata sempre di più: sulle donne accusate di stregonerie ricadono accuse terribili. Anche quella di avere mangiato bambini.  E la pandemia ha portato alimento a questa tecnica orribile del capro espiatorio. «Soltanto nel periodo che va da giugno a settembre abbiamo registrato 324 accuse di stregoneria», ha dichiarato alla France Presse Nelly Adidja, militante dell’Associazione Donne e Media del Sud Kivu.

Il testimone del rogo di una donna novantenne

Shasha Rubenga – scrive ancora Il Messaggero –  è stato uno dei testimoni della morte di Nyabadeux e della terribile caccia alle streghe all’alba del 16 agosto. «Era un lunedì, non lo dimenticherò mai ha raccontato all’Afp alle cinque del mattino ho visto dei giovani aggirarsi per il villaggio di Cifunzi con una lista in cui figuravano i nomi di 19 donne. Tutte avevamo più di 65 anni. Una profetessa le aveva designate come streghe. La maggior parte di quelle donne sono riuscite a scappare, le loro case sono state distrutte. Qualcuna è stata salvata da militari che hanno sparato dei colpi in aria. Ma poi li ho visti acciuffare questa donna, Nyabadeux, l’hanno colpita, picchiata mentre era già a terra, poi l’hanno cosparsa di benzina le hanno dato fuoco, in mezzo al villaggio. C’erano anche bambini. Ne ho visto uno, piccolissimo, che scuoteva con un bastone il corpo carbonizzato».

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