site logo
Maresca
Politica

Napoli, sondaggio fa tremare la sinistra: lo stop alle liste di Maresca favorisce Bassolino

15 set 2021 di Francesca De Ambra

Sarebbe il classico coup de théâtre. E dove, se non in quella Napoli che è essa stessa un ineguagliabile set per ogni tipo di spettacolo? Già, solo a Napoli può succedere che amputino ben quattro liste (su 12) a Catello Maresca, candidato del centrodestra, ma che a gridare per il dolore sia Gaetano Manfredi, suo dirimpettaio di centrosinistra. La spiegazione è tutta nelle complicate alchimie elettorali capaci di combinare l’incombinabile sotto il Vesuvio. Secondo il sondaggista Antonio Noto, la scure del Tar sulle liste a sostegno di Maresca, tra cui la leghista Prima Napoli, potrebbe costare alla coalizione tra il 10 e il 12 per cento.

L’ex-sindaco è dato al 17%

Consensi in libera uscita, capaci tuttavia di trasformarsi – secondo Noto – in prezioso carburante per Antonio Bassolino, dato al 17 per cento con tendenza al rialzo. E qui a Manfredi vengono i sudori freddi perché un derby a sinistra contro l’ex-sindaco ed ex-governatore lui non l’aveva messo proprio in conto. Lo considera da tripla, e fa bene perché, tra i due, il popolo del centrodestra non avrebbe dubbi su chi scegliere nell’eventuale ballottaggio. È il motivo per cui Manfredi sta forzando i motori nella speranza di raggiungere il 50,1 per cento già al 3 ottobre. Così come sul versante opposto ci pensa Stefano Caldoro a battere il tempo con l’obiettivo di restituire motivazione e ritmo agli sbandati rematori della nave di Maresca.

Maresca: «Ricorrerò al Consiglio di Stato»

È infatti il caso di ricordare che all’interno del centrodestra, come riportano anche Messaggero e Mattino, circolano anche altri numeri, molto meno confortanti per Bassolino e molto più incoraggianti per l’ex-pm anticamorra. Sondaggi che danno Manfredi al 45 per cento e Maresca al 39 con il vecchio don Antonio staccato e privo di concrete speranze. Fosse davvero così, la mutilazione delle quattro liste angoscerebbe solo Maresca (che comunque ricorrerà al Consiglio di Stato) e non anche Manfredi. Quel che è certo è che Napoli, la meno attenzionata tra le grandi città al voto, ha già gettato le premesse per riprendersi la scena al momento giusto. Il colpo di teatro, appunto.

Commenti
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. i campi contrassegnati con * sono obbligatori.