La Ue vuole il caricabatterie unico per legge. “Avremo mille tonnellate di rifiuti in meno l’anno”

23 Set 2021 16:22 - di Carlo Marini
caricabatterie, Ue

Tra qualche anno, gli europei non avranno più la seccatura di non poter ricaricare il telefonino quando non hanno con sé il caricabatterie e quelli a disposizione sono incompatibili. La Commissione Europea, dopo molti anni segnati da un approccio ‘volontaristico’ nei confronti dell’industria, ha deciso di proporre una revisione della direttiva sugli apparecchi radio che imporrà, a partire da 24 mesi dall’approvazione della norma, l’adozione di una singola porta di ricarica per tutti gli smartphone, i tablet, le macchine fotografiche, le cuffie, le casse portatili e le consolle per i videogiochi. Sarà quella attualmente più comune, cioè una porta Usb di tipo C, che diventerà lo standard.

In questo modo, secondo le stime della Commissione, si risparmieranno almeno 1.000 tonnellate annue di spazzatura elettronica. Infatti, i caricatori inutilizzati e gettati via pesano in Europa per circa 11mila tonnellate all’anno. Inoltre, la Commissione propone di armonizzare la tecnologia di ricarica rapida, di dare ai consumatori la possibilità di scegliere se acquistare un nuovo apparecchio con o senza un caricatore nuovo e di informare meglio i consumatori sulle caratteristiche di ricarica dei singoli apparecchi.

Caricabatterie: cosa cambia e quando

L’approccio volontario adottato dalla Commissione fin dal 2009, spiega un alto funzionario Ue, “ha avuto successo, in una certa misura”. Ha infatti sfoltito la giungla dei sistemi di ricarica da oltre 30 a sole 3 soluzioni. I consumatori continuano però ad avere a che fare con differenti standard di ricarica. Ogni anno vengono venduti nell’Ue circa 420 milioni di telefonini e altri apparecchi portatili.

In media, un consumatore europeo possiede circa tre caricabatterie. Utilizza regolarmente solo due di questi. Il 38% dei consumatori europei, secondo la Commissione, ha vissuto almeno una volta l’esperienza di non poter ricaricare il cellulare. I caricatori disponibili al momento non compatibili con il telefonino da ricaricare sono un classico. Oltre che all’ambiente, la situazione nuoce al portafoglio dei clienti. Ma non a quello dei produttori. I consumatori europei spendono circa 2,4 miliardi di euro l’anno in caricatori acquistati separatamente dagli apparecchi.

La conferenza di Thierry Breton alla Ue

La proposta per ora non si estende ai pc portatili. E neppure ai sistemi di ricarica wireless. Tuttavia non è escluso che la Commissione possa decidere di intervenire anche in questi ambiti in futuro. Il consumatore potrà scegliere se comprare l’apparecchio con o senza il caricatore (nel secondo caso, potrà riutilizzare quello vecchio): anche nel secondo caso, l’apparecchio potrà essere venduto con un cavo, la parte del sistema di ricarica che si usura più facilmente. I produttori potranno scegliere di offrire una soluzione ‘bundled’, cioè con caricatore, se offriranno anche una soluzione senza caricatore (‘unbundled’ in gergo) sullo stesso prodotto. I vecchi caricatori non compatibili dovranno essere gettati e riciclati.

L’altro lato del problema, cioè l’interoperabilità del caricabatterie che viene infilato nella presa della corrente, verrà affrontato con la revisione del regolamento sull’Ecodesign, che verrà lanciata più avanti nel corso dell’anno, in modo che la sua entrata in vigore sia allineata con la proposta di revisione della direttiva sugli apparecchi radio. La proposta di oggi seguirà la procedura legislativa ordinaria, passando per Parlamento e Consiglio. “Con la nostra proposta – dice il commissario europeo all’Industria Thierry Breton (nella foto ANSA) – i consumatori europei potranno utilizzare un singolo caricatore per tutti i loro apparecchi elettronici portatili, un passo importante per aumentare la comodità e per ridurre i rifiuti”.

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